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Loro 1, la prima parte del film di Sorrentino su Silvio Berlusconi

In sala dal 24 aprile, la seconda e ultima andrà in sala il 10 maggio. Un ritratto del leader in pieno stile sorrentiniano

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di Chiara Laganà | 2018-04-23 23/04/2018 ore 17:22

Loro 1, la recensione della prima parte del film sul Silvio Berlusconi di Paolo Sorrentino. Nella Paolo Sorrentino con Toni Servillo eGiovanni Esposito. © Gianni Fiorito

Loro 1 si apre con una pecora e già da questa primissima inquadratura si riconosce la regia e la scrittura di Paolo Sorrentino. Il regista campano ha raccontato una parte d’Italia dal 2006 al 2010, come si legge alcuni fatti sono basati sulla realtà, altri sono di finzione. 

Nei luoghi e nei volti di alcuni protagonisti si riconosce un’Italia che per anni ha popolato le pagine di giornali e telegiornali e anche un’Italia che non si fatica a odiare. Quella che ottiene appalti in cambio di favori sessuali, quella che usa il sesso per ottenere successo, soldi e fama. 

I Loro del titolo sono “quelli che contano”, sono piccoli arrampicatori sociali che farebbero di tutto per conoscere LUI, così appare sugli schermi dei telefonini Silvio Berlusconi quando chiama la sua Kira (una stupenda Kasia Smutniak) o un ministro ex tennista (Fabrizio Bentivoglio). E poi c’è chi pronto a tutto per conoscere LUI, chi lascia la provincia con “grandi cuori di troia” per trovare fortuna, soldi, sesso e fama a Roma. Il personaggio di Sergio Morra (Riccardo Scamarcio) pronto a tutto pur di entrare nelle grazie di Berlusconi.

E poi c’è LUI, Silvio nella sua villa in Sardegna che saluta una pecorella da poco rimasta sola, Silvio che vuole riconquistare la sua Veronica: un uomo che cita Newton, Natalia Ginzburg e che ha un soprassalto quando un calciatore gli nomina un probabile contatto con la Juventus. Lo stesso calciatore che qualche minuto prima parlava di Saramago. 

Loro 1 racconta in pieno stile Sorrentino – fotografia, colonna sonora, animali, festini, – grandeur e soprattutto decadenza del nostro Paese. Come scrive nelle note di regia, il regista: “Loro ambisce a raccontare alcuni italiani, nuovi e antichi nel contempo. Anime di un purgatorio immaginario e moderno che stabiliscono, sulla base di spinte eterogenee quali ambizione, ammirazione, innamoramento, interesse, tornaconto personale, di provare a ruotare intorno a una sorta di paradiso in carne ossa: un uomo di nome Silvio Berlusconi”.

Un’Italietta, insomma, che ruota intorno a un uomo che appare diverso, non una caricatura, ma una persona differente da quello che avevamo immaginato: “Un uomo è, per quanto mi riguarda, il risultato dei suoi sentimenti più che la somma geografica dei fatti”.

In attesa di vedere la seconda parte, Loro 1 ci racconta di un Silvio showman, che fa ridere e sorridere e che non sembra prendersi troppo sul serio e con un accento che somiglia moltissimo a uno dei cumenda più amati del piccolo schermo, il padre di Sharon Zampetti interpretato dal compianto Guido Nicheli. Loro 1 è un buon film del regista Sorrentino e fa venire voglia di sapere come andrà a finire.

Loro 1 vi aspetta da domani al cinema disribuot da Universal Pictures. 

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A proposito dell'autore

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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