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A Quiet Passion, Emily Dickinson raccontata nel film di Terence Davies

Al cinema dal 14 giugno con Satine Film. Il regista inglese ci racconta il suo film sulla vita della poetessa americana con protagonista una splendida Cynthia Nixon

di Chiara Laganà | 2018-06-11 11/06/2018 ore 18:58

A Quiet Passion racconta la vita di Emily Dickinson. Terence Davis il regista ha presentato il film in sala il 14 giugno

A Quiet Passion racconta la vita di una donna straordinaria: la poetessa americana Emily Dickinson, il film, diretto da Terence Davies, arriva finalmente in Italia a due anni dalla presentazione al Festival di Berlino e sarà in sala il 14 giugno. 

Emily Dickinson è uno dei maggiori poeti del XIX secolo e i 56 anni della sua vita sono raccontati nel film di Terence Davies le ha dedicato il film perché la ritiene fra i migliori poeti al mondo:

“Perché era una grandissima poetessa, a 18 anni l’ho scoperta, ho visto un documentario su di lei e Claire Bloom leggeva Because I cannot stop for Death (Non potevo fermarmi per la morte) e per me è stata una folgorazione, non riuscivo a smettere di leggerla. Ho letto molti libri, perché non sono andato all’università, sono tornato alla sua opera un po’ più tardi e ho capito cosa mi ero perso: era un’immensa e grandissima poetessa”.

A interpretarla sullo schermo Cynthia Nixon che molti ricorderanno come Miranda in Sex & The City:

“Non l’avevo mai visto, ho guardato solo un episodio con il volume basso e lei mi ha chiesto perché l’avessi fatto. I suoi controcampi erano i più veri, non stava recitando. Disapprovo la serie TV, tutto quello che devi fare nella vita è mangiare cioccolato e fare sesso, ovviamente lo dico in parte per invidia”.

Emily Dickinson raggiunse la fama solo dopo la morte, la poetessa dedicò alla posterità alcuni versi, mentre il regista inglese crede che non sa perché non divenne famosa subito:

“Non so perché, ma so che è una delle cose che mi ha portato a lei, il fatto che in vita avesse pubblicato sette o undici poesie e ne avesse scritte in realtà 1800. Era un’artista all’avanguardia e lo stesso che è successo con Bruckner, un altro dei miei grandi amori. Ha fatto delle sinfonie fantastiche, non so perché alcune persone sono fortunate e altri no, e la cosa che mi fa stare più male: Emily ha vinto solo il secondo premio nella gara del pane, non il primo! Sarebbe stata per lei un’unica gioia”.

Emily Dickinson era una donna ribelle, fortemente legata ai suoi principi morali, e per molti rappresenta un’icona femminista, ma il regista è riuscito a parlare semplicemente di Emily senza descriverla come un’icona:

“Mi ha aiutato il tono, parlano in un inglese di metà 1800, e gli americani imitavano gli inglesi, oggi accade il contrario. Il tono doveva essere giusto, per esempio non si poteva dire can’t, dicevano cannot, l’accento e il ritmo delle battute era diverso. Ognuno dei personaggi parla con il suo ritmo, ma non doveva essere moderno”.

Insieme a Cynthia Nixon, il cast può contare su una serie di ottimi comprimari, in primis Jennifer Ehle che qui interpreta la sorella piccola Vinnie, un duo che ricorda le Brontë o Jane e Cassandra Austen.

A Quiet Passion racconta l’integralità morale di una donna eccezionale per l’epoca. In una scena, Emily se la prende con l’editore che le ha eliminato i trattini sostituendoli con un punto e virgola. Può un personaggio così legato alla sua integrità morale essere provocatorio?

“Vuoi che i tuoi film piacciano, se c’è un sottotesto, qualsiasi esso sia, non puoi crearlo. C’è il tema dell’integrità spirituale: sono nato a Liverpool e sono cresciuto in un contesto cattolico, perché c’erano molti irlandesi, quindi l’anima esiste. Oggi ce l’abbiamo ancora, ma oggi viviamo di più e la morte si può evitare, ma alla fine si muore. Se esiste un aldilà, quali sono le condizioni della nostra anima lì o nell’oblio, l’attenzione della sua poesia è questo. Lei era profondamente spirituale, aveva integrità e ha difeso se stessa con veemenza: anche perché se non ce l’hai, perché vivi?”.

A Quiet Passion sarà distribuito da Satine Film, la casa di distribuzione che ci ha regalato perle del calibro di Wajib – Invito al matrimonio, Truman – Un vero amico è per sempre, Le cose che verranno e in passato lo splendido Alabama Monroe. Il film belga e A Quiet Passion hanno commosso la sua fondatrice Claudia Bedogni, come ha sottolineato questo film le è stato consigliato da una giovane fan di Emily Dickinson. Oggi spera che il film sarà visto dai più giovani.

A Quiet Passion deve molto alla letteratura inglese, Emily Dickinson amava leggere le sorelle Brontë e George Sand e Terence Davies stesso ha inserito la poetessa nel suo cinema:

“Faccio i film come li vedo e li sento, non mi piace il montaggio veloce, per me è come il fast food, molti non amano i miei film perché li giudicano lenti. A me interessa far vedere le cose, il mio cinema ti obbliga a guardarle. Nella lentezza riesci a catturare l’attimo fuggente, l’istante in cui avvengono le cose. Mi preoccupa l’anima, non credo in un’altra vita e influenza il tuo modo di vivere: anche se mi sono allontanato dal cattolicesimo, mi esamino la coscienza tutti i giorni perdendo del tempo, e riscontro che esiste un vuoto, non lo so… voglio essere cremato, vorrei essere inviato nello spazio in urna con scritto: prego restituire nel Regno Unito”.

Emily Dickinson è un altro dei personaggi tipici del cinema di Davies, il regista che dà voce agli esclusi:

“Sono il più giovane di dieci figli di una famiglia della working class di Liverpool e quando ho capito di essere gay, all’epoca era ancora reato in UK, ho pregato per essere normale, ho pregato fino a farmi sanguinare le ginocchia. Non ho mai trovato conforto, sono uno che partecipa, sono uno che osserva con pro e contro. Sono scapolo e spesso osservi gli altri e ti chiedi come hanno affrontato i loro problemi, come ci sono riusciti, ho sempre osservato tutto da fuori. Lavorare con gli attori è fantastico, valuto tutto quello che faccio sotto i 7 take perché così è più bello, dopo diventa ripetitivo e noioso. Amo che tutto sia fresco e vivo”.

Cynthia Nixon è pazzesca nel ruolo di Emily Dickinson, l’attrice è candidata alla carica di governatore di New York, Davies le dà il suo supporto:

“Cynthia è una donna fortemente democratica, spero che vinca perché è vera, appassionata e e ha senso dell’umorismo. E se non ce l’hai… sei morto”.

Terence Davies dirige questo film con la magia dei suoi altri titoli, come il suo capolavoro Voci distanti… ancora vive, per realizzarlo s’ispirò alle Quattro Quartine di T. S. Eliot. Su Emily Dickinson era già stato fatto un primo film, ma in A Quiet Passion Davies, ma il regista l’aveva visto molti anni fa:

“Faccio cinema per quello che sento, per esempio ho amato la scena della morte della madre, mi ha commosso al tal punto che non riuscivo a dire ‘taglia’ e gli attori pensavano non fosse andata bene, ma era perfetta. In un’altra scena, per esempio, Cynthia pronuncia la frase in un modo che mi ha lasciato senza parole”.

L’attrice americana è meravigliosa a incarnare un personaggio così complesso, radicale eppure radicato e legato morbosamente alla sua famiglia, conformista e anticonformista allo stesso tempo:

“Ho sognato che la mia famiglia potesse essere come quella di Emily perché ero così felice. Inizialmente la pensa anche così, ma poi invecchi, ti sposi, e la vita cambia. Dice: non è perfetto, ma è tutto quello che voglio. Poi si ammala e non c’erano cure, sopporta il dolore ogni santo giorno, so come si sentiva, non è un simbolo di rassegnazione, ma di accettazione tranquilla del proprio destino. Lei accetta il fatto di essere stata ignorata dal mondo, ma chiede di essere perdonata”.

Emily Dickinson era radicale eppure convenzionale, Davies non la tratta però come una femminista:

“Molti dei grandi artisti non sanno di essere stati grandi e sono tutti dei radicali: scrivono cosa sia giusto per loro. Se avesse scritto dei versi vittoriani sarebbe stata pubblicata. Pur essendo radicale, era terribilmente convenzionale, c’era un modo giusto di fare le cose e lei si aspettava che tutti si comportassero così. Ibsen che ha cambiato la storia del dramma, ma non andava dal medico perché non voleva spogliarsi. Quell’essere convenzionale va di pari passo con il talento, se sia o no femminista non lo so, penso che sia stata un faro di grande umanità, perché se non siamo umani, allora siamo solo barbari”.

A Quiet Passion è stata girata fra le Fiandre e Amherst, la casa museo di Emily Dickinson, per tradurre sul grande schermo la semplice e straordinaria vita della poetessa americana ha usato una luce particolare.

A Quiet Passion racconta la straordinaria storia di una piccola grande e immensa donna che con i suoi versi ha cambiato la vita di moltissimi altri. Al cinema dal 14 giugno.

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A proposito dell'autore

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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