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Morto Carlo Vanzina, addio al regista di Vacanze di Natale

Figlio d’arte, con il fratello Enrico ha raccontato l’italiano medio nelle sue commedie dissacranti

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di Chiara Laganà | 2018-07-9 8/07/2018 ore 10:52
(ultimo aggiornamento il 9 Luglio 2018 alle ore 15:42)

Morto Carlo Vanzina, ecco il regista sul set di 2061: un anno eccezionale. Aveva diretto Vacanze di Natale

È morto Carlo Vanzina, addio al regista di Vacanze di Natale, Ecceziunale veramente e altri titoli che hanno segnato la commedia italiana. Aveva 67 anni ed era malato da tempo, con il fratello sceneggiatore Enrico aveva raccontato nei titoli diretti dai fratelli Vanzina, i tic e le mani di tanti italiani. A dare la notizia del decesso sono stati proprio Enrico e la moglie Lisa.

Carlo Vanzina aveva preso il testimone dal padre Steno, regista dei film di Totò, Un americano a Roma e di altri titoli che hanno fatto la storia della commedia italiana come Febbre da cavallo e la serie poliziottesca con protagonista Bud Spencer. 

Vanzina aveva imparato il mestiere dal padre “un mestiere artigianale” come lo definiva, appena finito il Liceo Chateaubriand a Roma, inizia a lavorare nel cinema facendo l’aiuto regista di Mario Monicelli negli anni 70: collaborò a Brancaleone alle crociate.

Dopo l’esperienza come aiuto regista al maestro Monicelli per Carlo Vanzina è giunto il momento di volare da solo, nel 1976 dirige il suo primo film Luna da miele in tre con Renato Pozzetto. Nel 1981 firma il primo film dedicato al tema “vacanziero”: Vacanza bestiale raccontando la partenza di un gruppo d’amici che partivano per i tour legati a Via col Vento.

Filmerà gli italiani in vacanza in moltissimi altri film: Ecceziunale… veramente, Vado a vivere da solo, Sapore di mare (1983), nostalgico racconto dell’ultima estate di un gruppo di amici sulla spiaggia della Toscana; Vacanze di Natale, nello stesso anno, è il capostipite del genere dei cinepanettoni.

Carlo ed Enrico Vanzina però realizzarono altri cinepanettoni: Vacanze in America nel 1984; S.P.Q.R. – 2000 e ½ anni fa nel 1994; A spasso nel tempo e A spasso nel tempo – L’avventura continua e Vacanze di Natale 2000. Film massacrati dalla critica, ma amatissimi dal pubblico. Sono solo alcuni dei titoli di maggiore successo della coppia di autori romani: Via Montenapoleone, I miei primi 40 anni, I mitici – Colpo gobbo a Milano, Io no spik inglish, South Kensington, Febbre da cavallo – La mandrakata, Matrimonio alle Bahamas, Un matrimonio da favola, 2061: un anno eccezionale, Sapore di te e gli ultimi titoli Non si ruba in casa dei ladri e Caccia al Tesoro. 

Carlo Vanzina ha raccontato nei suoi film l’italiano medio, gli italiani che si incontrano in vacanza, nelle partite di calcio, una sera al ristorante senza filtri e senza edulcorazioni. Raccontati in altri titoli firmati sempre in coppia con il fratello Enrico: Yuppies, Tifosi e Selvaggi.

Sul rapporto con il fratello maggiore Enrico, che lo avvicinò al mondo del cinema, aveva raccontato: “È bello lavorare con un fratello perché ci si capisce al volo. Abbiamo la stessa educazione, lo stesso background…ridiamo per le stesse cose, c’indigniamo allo stesso modo”, così raccontava nel volume Vanzina Factory. 

Carlo ha avuto il pregio di dirigere moltissimi attori italiani: Diego Abatantuono protagonista di Ecceziunale Veramente, Renato Pozzetto, Paolo Villaggio, Enrico Montesano, Vincenzo Salemme, Christian De Sica e Massimo Boldi, coppia lanciata sullo schermo dai due Vanzina; Michele Placido, Monica Bellucci che lanciarono nel suo primo film Colpo gobbo a Milano e anche Sergio Castellitto e Gian Maria Volonté.

Criticati, spesso accusati di volgarità, i Vanzina hanno però raccontato sul grande schermo gli italiani, come raccontava Carlo nella loro biografia:

“Ci hanno confinati in serie B per anni, ne abbiamo sofferto, poi finalmente siamo stati sdoganati: abbiamo contribuito a fissare per sempre l’immagine di una certa società italiana […] Ma chi ha ridicolizzato gli yuppies, quei quattro zozzoni che litigavano al ristorante al momento del conto? E i nobili, le finte bionde, la mania della palestra, i circoli come sedi di affari? Per un lunghissimo periodo, è stata dura: più i nostri film guadagnavano miliardi, più ci confinavano nel trash, nella volgarità”.

L’ultimo film che aveva portato al cinema, Caccia al tesoro, era un omaggio alla vecchia commedia italiana. Nella nota per dare la notizia del decesso, la moglie Lisa e il fratello Enrico, un bellissimo ricordo di Carlo:

“Nella sua amata Roma, dov’era nato, ancora troppo giovane e nel pieno della maturità intellettuale, dopo una lotta lucida e coraggiosa contro la malattia, ci ha lasciati il grande regista Carlo Vanzina, amato da milioni di spettatori ai quali, con i suoi film, ha regalato allegria, umorismo e uno sguardo affettuoso per capire il nostro Paese”.

I funerali di Carlo Vanzina si terranno martedì a Santa Maria degli Angeli alle ore 11.

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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