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Festa del cinema di Roma 2018, giorno 2: la diva Cate Blanchett e Il Vizio della Speranza

L’attrice australiana parla de Il Mistero della Casa del Tempo, presentati anche Eter e il bellissimo docu-film Butterly dedicato a Irma Testa

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di Chiara Laganà | 2018-10-19 19/10/2018 ore 18:24

Cate Blanchett ha incantato la Festa del Cinema di Roma, l'attrice australiana ha presentato Il Mistero della Casa del Tempo © Photo by Vittorio Zunino Celotto/Getty Images

Il secondo giorno della Festa del Cinema di Roma, Cate Blanchett è sbarcata a Roma. L’attrice australiana è alla RomaFF13 per parlare de Il Mistero della Casa del Tempo. All’Auditorium è stato anche presentato Il vizio della speranza, il film che segna il ritorno alla regia di Edoardo De Angelis. 

De Angelis dirige il suo quarto film, Il vizio della speranza nuovamente ambientato a Castel Volturno. Il regista ha presentato il film, insieme al cast e alla sua protagonista Pina Turco. 

“La storia è ambientata in un inverno in cui tutto sembra morto, volevo accendere un fuoco e aspettare che finisse, questa è una forma di resilienza. Maria fa questo, quando qualcosa non cambia, passa all’azione”.

La sua protagonista Maria ha il volto di Pina Turco, come una “moderna” Caronte attraversa un fiume con una barca carica di donne incinta, quando lei stessa scoprirà di aspettare un figlio, la sua vita cambia. Un film profondamente femminile, dove anche le donne sono perfide e che vuole riaccendere nel pubblico Il Vizio della Speranza. Pina Turco è anche la moglie del regista ed è la vera forza del film:

“La speranza per me è il seme di ogni rivoluzione, è fiducia e quindi fede! Nulla ci sembrava più semplice della nascita di un bambino, così primordiale e miracolosa. La responsabilità di un ruolo così importante è partita dalla sfiducia di mio marito. Lui credeva che non fossi pronta per questo ruolo, io invece ho mangiato la polvere e debbo dire che mi è anche piaciuto mangiarla, un emblema per tutti gli uomini e le donne”.

Umberto Contarello, co-autore della sceneggiatura, ha parlato del film sottolineando la sua profonda femminilità e religiosità:

“Questo film sembra una parabola, il racconto ha una partitura da parabole. De Angelis ne ha diretta una legata a un amore antichissimo, quasi arcaico che attinge all’attualità”. 

Al centro del film lo smercio di bambini nella zona di Castel Volturno, al centro già di Indivisibili, un argomento ancora attuale, Il Vizio della Speranza sarà in sala il prossimo 22 novembre e ne parleremo più dettagliatamente dopo.

Cate Blanchett è sbarcata a Roma con tutto il suo charme, l’eleganza, lo stile e il savoir faire di una star con i piedi bien piantati in terra. L’attrice australiana ha presentato a Roma, Il Mistero della Casa del Tempo di Eli Roth. 

Dalla matrigna a una strega buona, l’australiana ha confermato il suo amore per i ruoli fantasy e l’importanza del look dei suoi personaggi:

“La tua domanda parlava di costumi, per me nei film hai poco tempo per provare, il dialogo con la costumista è una delle prime parti della costruzione del film. Sono interessata allo storytelling, mi è piaciuto lavorare con costumiste del calibro di Sandy Powell (premio Oscar) e Marlene Stewart”.

Cate Blanchett interpreta la signora Zimmerman una maga vestita di viola che ha un passato oscuro:

“Il film parla di magia, quello che ho amato della sceneggiatura è che riguarda il trasformismo, per esempio cambiare il piombo in oro, l’alchimia. Penso che metaforicamente vuol dire che non si deve restare ancorati a chi si è, cambiare è possibile, è un messaggio gentile per i bambini, non devi essere identificato con l’etichetta che ti viene messa addosso a scuola o nel posto di lavoro: è un messaggio molto positivo”.

L’attrice non crede di avere più responsabilità se interpreta un ruolo in un film per bambini:

“Ho quattro figli e sono molto responsabile con loro, non so se mi sbaglio ma parlo sempre con loro come se fossero esseri umani. Il film non rende il posto magico o facile per i bambini, ma celebra la stranezza dei personaggi. La nozione d’infanzia è un concetto del 18° secolo, oggi è un’idea di marketing, penso che i bambini siano più resilienti, capaci e conoscono il mondo meglio di quello che pensiamo. Penso che mostrargli il mondo così com’è è più stimolante, non so se avete figli, ma i miei sentono odore di lezione a miglia di distanze. Alla fine del film, come nei documentari, non c’è uno spirito educativo, e penso che sia più stimolante per loro vederla così”.

Lewis, il ragazzino protagonista, è indomito, l’attrice australiana, due Oscar, tanti successi e ruoli pazzeschi, non si sente così:

“Quando arrivi alla mia età e hai la fortuna di aver vinto dei premi, non vuol dire che li meriti, ognuno si concentra sui successi, ma penso che ciò che ti renda indomito sia concentrarti sui tuoi fallimenti, e io ne ho avuti a migliaia personalmente e professionalmente e mi hanno insegnato molto di più sul non mollare e non ripetere gli stessi errori. Il successo non ti aiuta, spesso si sono trasformati i fallimenti, cerco sempre gli errori sono quelli che ti fanno andare avanti. La sfida di un attore è quella di sviluppare una scorza molto dura per rispondere alle critiche, che possono essere brutali, ma si deve restare profondamente sensibile. Devi mantenere le due anime: essere coraggioso e saper stare zitto”.

Cate Blanchett amava l’horror sin da bambina ed è anche per questo che ha accettato questo ruolo:

“Da bambina vedevo 4-5 horror ogni weekend e per questo volevo lavorare con Eli Roth, noto per questo genere, in un film per famiglie. Mi ha ispirato uno dei miei figli, quando è terrorizzato, corre incontro al pericolo e ho fatto anche questo. Poi leggevo Sherlock Holmes e Nancy Drew, risolvendo misteri e andavo in bici… Nessuno sa andare in bici, anche se nel mio quartiere è pieno di 50enni vestiti in lycra e depilati che vanno in bici”.

Blanchett si è ispirata alla saga di racconti a cui il film si è ispriato:

“Non leggo, vedo film, vado al teatro o mostre pensando di ispirarmi a questo. Penso che m’ispiri quello che succede nel mondo, quello che vedi ti influenza, ho visto molto foto vecchie e capelli grigi. E ho pensato anche al fatto che il mio personaggio sopravviva all’Olocausto, ma spesso queste cose spuntano sul set. In questo caso, avevo letto il romanzo da bambina e l’ho letto a mio figlio di 10 anni e ho visto la sua reazione e ho capito la parte del romanzo che gli interessava, lui era il mio pubblico”.

Madre di quattro figli, Cate Blanchett ha parlato dell’essere madre adottiva:

“Contrariamente a quello che si crede, non penso a me come attrice se creo un ruolo, sono una persona noiosa… forse lo siete anche voi. Non sono così interessante, per me recitare è un processo di empatia conosci l’altra realtà, il film parla comunque di tre orfani, tre persone abbandonati e devono trovare la loro forza nella famiglia. Le famiglie si formano in tantissimi modi, anche se molte non sono riconosciute, parlando di me, amo tantissimo mia figlia adottiva e i miei tre figli naturali”.

Il potere magico che la diva australiana sognerebbe di avere è quello di spingere al voto i giovani americani:

“Vorrei avere il potere di far registrare tutti i maggiorenni americani per le elezioni del Mid-Term. Vengo da un paese in cui votare è obbligatorio, non so perché il resto del mondo non può votare negli USA, ma sì vorrei avere questo potere!”.

Sono stati presentati anche Eter, rilettura di Kryzstof Zanussi del mito di Faust e ad Alice nella Città, Butterfly la storia di Irma Testa, la prima pugile italiana a qualificarsi ai Giochi e domani sarà la volta della regina Isabelle Huppert e di Michael Moore.

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A proposito dell'autore

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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