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Roma, il film di Cuarón che ha vinto il Leone d’Oro arriva in sala

Dal 3 al 5 dicembre, grazie al Cinema Ritrovato, mentre dal 14 dicembre sarà disponibile sulla su Netflix

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di Chiara Laganà | 2018-12-2 2/12/2018 ore 17:39

Roma di Alfonso Cuarón arriva in sala prima di approdare su Netflix. Dal 3 al 5 dicembre al cinema con Il Cinema Ritrovato © Carlos Somonte

Roma, il film premiato con il Leone d’Oro al Festival di Venezia, arriva in sala: dal 3 al 5 dicembre sarà possibile vederlo in sala grazie al Cinema Ritrovato, la distribuzione legata alla Cineteca di Bologna, passaggio che precederà l’arrivo su Netflix, il 14 dicembre, la piattaforma online che ha prodotto il film e ha aperto una critica profonda in Italia e in altri Paesi sui nuovi modelli di distribuzione.

Roma è uno splendido viaggio in bianco e nero a Città del Messico degli anni 70, al centro del film le vite di Cleo, la collaboratrice domestica di una ricca famiglia che vive nel quartiere Roma, a Nord della capitale messicana. Il due volte premio Oscar Alfonso Cuarón dedica questo delicato e bellissimo film alle donne che l’hanno cresciuto e finisce per raccontare attraverso gli occhi di Cleo la fine di due storie d’amore e la storia del Messico degli anni 70. 

La frattura della famiglia al centro del film corrisponde con i capovolgimenti di fronte che cambieranno per sempre la storia del Paese. Gli occhi di Cleo, interpretata magistralmente dall’esordiente Yalitza Aparicio, sono i testimoni degli sconvolgimenti che colpiscono prima la famiglia per cui lavora e il Messico fino al massacro di Corpus Christi nel quale un gruppo vicino al governo sparò uccidendo 120 persone. 

Roma, prodotto da Netflix, arriva in sala, un passaggio che precede l’arrivo del film sulla piattaforma, previsto per il 14 dicembre. Roma è il primo film che il regista messicano gira in Messico dai tempi di Y Tu Mama También:

“È stato profondamente liberatorio girare un altro film nella mia lingua madre. Lo spagnolo che parliamo noi è chilango, con il tipico accento degli abitanti di Città del Messico. Sogno in chilango, è per me assolutamente naturale e istintivo. Nel film ho voluto recuperare una certa sottigliezza linguistica di quel periodo”.

Un film che si dipana scena per scena, come un libro che si legge pagina per pagina senza saperne il finale. Roma ha forse l’unico difetto di avere una durata eccessiva, ma è un film magistrale di uno dei registi migliori del cinema contemporaneo. Per raccontare al meglio la storia di tutti i protagonisti del film, Cuarón ha girato senza mostrare ai suoi attori come andava a finire il copione, Roma è stato inoltre girato in modo cronologico

“Talvolta dicevo solo ciò che stavamo per fare. Quando dovevano recitare un dialogo specifico, glielo davo la mattina, in modo che potessero impararlo e intuire ciò che sarebbe successo. L’idea era quella di stravolgere la nozione di scena già provata”. 

Gli attori si muovono nel quartiere e in una casa che è la perfetta replica della casa dov’è cresciuto il regista, realizzata dallo scenografo premio Oscar Eugenio Caballero, per raccontare al meglio la sua “Roma” e per far sentire i personaggi protagonisti del suo passato, Cuarón ha inoltre portato nella “casa” oggetti a cui era legato e le foto di famiglia. Ogni singolo frame del film è un’immagine da conservare

Per raccontare il suo Messico Cuarón e la sua équipe hanno lavorato per ricostruire in ogni singolo dettaglio com’era Città del Messico nel 1971, addirittura il regista ha riprodotto anche i “suoni” tipici dei quartieri e delle vie della capitale messicana. 

Roma sarà considerato come “il” capolavoro di Alfonso Cuarón, per capirlo basta guardare i minuti iniziali del film, in cui una serie di oggetti statici prendono vita intrisi di memoria, la memoria dello stesso regista. Per raccontare la sua storia, Cuarón usa ogni minimo particolare, soffermandosi sulla vita di Cleo e della famiglia per cui lavora: Cleo viene raffigurata nella sua relazione con i suoi datori di lavori, quando fallisce la ricerca dell’amore, quando cerca di trovare la sua voce in una società in cui le donne – e tanto meno indigene – riescono a trovare una voce. 

Girata in 65 mm e in uno splendido bianco e nero, la bellezza di un film come Roma va apprezzata sul grande schermo, consigliamo di vederla in sala prima di ri-vederla comodamente a casa su Netflix. Il passaggio in sala del film di Cuarón è stato al centro di una polemica che aveva coinvolto all’indomani della vittoria al Festival gli esercenti delle sale del cinema e qualche settimana fa il ministro della Cultura, Alberto Boninsoli, aveva firmato un decreto che imponeva il passaggio in sala ai film prima dell’arrivo sulle piattaforme online. Una norma che fa felice gli esercenti, ma rischia di danneggiare una serie di piccoli film. Anche per questo motivo, Roma vi aspetta in sala dal 3 al 5 dicembre, distribuito in appena 50 sale dal Cinema Ritrovato della Cineteca di Bologna (che quest’anno aveva già distribuito Visages Villages).

Roma di Alfonso Cuarón sarà in programma nella Capitale al Cinema 4 Fontane, al Giulio Cesare, al Nuovo Olimpia, Eurcine, al King, al Farnese e al Mignon.

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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