Ardea, è stata una esecuzione: fratellini uccisi con un colpo ciascuno

E' quanto emerge dalle autopsie. I funerali entro questa settimana

Sono stati raggiunti da un solo colpo di pistola ciascuno Daniel e David, i due bambini uccisi domenica mattina ad Ardea, vicino a Roma. E’ quanto emerge dai primi risultati delle autopsie svolte presso l’istituto di medicina legale di Tor Vergata.

L’esame autoptico ha confermato che il piu’ grande dei due bambini, di dieci anni, e’ stato colpito al petto, il piu’ piccolo, di appena cinque anni, alla gola.

Per la terza vittima uccisa da Pignani, il 74enne Salvatore Raineri, l’autopsia conferma la morte per un colpo di pistola alla testa.

Giovedi verra’ svolta l’autopsia sul corpo del killer Andrea Pignani.

L’esito dell’indagini dei medici legali si avrà tra 60 giorni, intanto per le vittime si pensa ai funerale che si dovrebbe tenere tra giovedì e venerdì, a Ostia, quando i corpi saranno restituiti alle famiglie. Prosegue il lavoro degli inquirenti per chiarire tutti quei lati oscuri che questa tragica vicenda porta con sè.

Ieri sono stati sequestrati il pc e il cellulare di Pignani, quello che si vuole stabilire è se nella memoria digitale possa emergere qualcosa che lasciasse presagire la volontà dell’uomo di abbandonarsi a un gesto così drammatico.

Per ora l’ex ingegnere informatico resta un ombra tutta da capire. Chiuso perennemente nella sua stanza, con contatti con l’esterno quasi nulli, Pignani sui social si faceva chiamare Mr Hyde come l’alter ego malvagio del dottor Jekyll. Due mesi fa l’addio anche da parte della sua fidanzata.

Quello che resta agli atti è che Pignani domenica mattina è uscito di casa con felpa, zainetto e guanti, tenendo in pugno la pistola con cui poi ha ucciso i due fratellini Fusinato e Salvatore Ranieri. I carabinieri proseguono le loro indagini anche per capire dove l’arma del delitto, una Beretta modello 81 calibro 7,65, è stata nascosta e se qualcuno sapeva senza denunciarne la detenzione abusiva. Anche sulla salute dell’assassino, che poi si è suicidato in casa dopo che le forze dell’ordine vi hanno fatto irruzione, sembra ormai chiaro che non fosse seguito con cure appropriate.

Dopo aver minacciato la madre nel 2020 Pignani fu portato all’ospedale di Ariccia dal quale fu dimesso, dopo consulto psichiatrico, la mattina successiva con diagnosi di “stato di agitazione – paziente urgente differibile che necessita di trattamento non immediato”. In sostanza dopo il fatto gli fu consigliato e non imposto di rivolgersi a un centro di igiene mentale, a cui lui non si rivolse mai.

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