Rocca scende, Gualtieri sale. Secondo la classifica di gradimento dei governatori e dei sindaci italiani , il Governance Poll 2026 del Sole 24 Ore, realizzato da Noto Sondaggi, il presciente della Regione Lazio si piazza all’ultimo posto, appaiato a quello del Molise Francesco Roberti, mentre il sindaco di Roma, fa un balzo e, dalla 90esima posizione su 97, sale a metà classifica e raggiunge il 41esimo posto.
Il risultato di Rocca – fermo al 42 per cento dei consensi in calo di due punti rispetto alla rilevazione precedente e di ben 11,9 punti rispetto all’inizio del mandato, quando il gradimento sfiorava il 54 per cento – per le opposizioni è la certificazione del suo “fallimento politico e amministrativo”. A commentare i dati sono i capigruppo di opposizione in Consiglio regionale – Mario Ciarla (Pd), Marietta Tidei (Italia viva), Adriano Zuccalà (M5s), Claudio Marotta (Sinistra civica ecologista) e Alessio D’Amato (Azione) – in una nota congiunta: “Questo accade quando la comunicazione e la propaganda devono fare i conti con la realtà. Sanità, lavoro, trasporti, servizi, caro vita e politiche culturali sono temi concreti che vanno affrontati seriamente. Non bastano i video e le costruzioni social”. Per le opposizioni “è arrivato il momento che il presidente Rocca prenda finalmente atto della distanza ormai siderale che esiste tra la sua narrazione e la dura realtà quotidiana del territorio”.
Il quadro generale del sondaggio, che misura il consenso di sindaci e presidenti di Regione in base ad attività amministrativa, capacità comunicativa e contesto socio-economico, vede in testa alla classifica dei governatori Antonio Decaro (Puglia, 66 per cento), seguito da Alberto Stefani (Veneto, 65 per cento) e Massimiliano Fedriga (Friuli-Venezia Giulia, 64 per cento). Sul fronte dei sindaci, l’edizione 2026 segna una novità storica: per la prima volta è una donna, la fiorentina Sara Funaro, a guidare la classifica, davanti a Marco Fioravanti (Ascoli Piceno) e Gaetano Manfredi (Napoli). L’edizione 2026 registra un lieve calo del consenso complessivo: la soglia del 50 per cento viene raggiunta da 74 sindaci su 92, pari all’80 per cento del totale, contro l’85 per cento dello scorso anno. Tra i principali avanzamenti spicca quello del sindaco di Messina Federico Basile, che guadagna 12 punti, passando dal 50 per cento al 62 per cento e risalendo dal 73mo al quinto posto. Crescono anche Roberto Lagalla a Palermo e Massimo Zedda a Cagliari, quarto con il 63 per cento, mentre il fondo della classifica è occupato dal sindaco di Trapani Giacomo Tranchida. Nelle grandi città, Roberto Gualtieri sale al 54 per cento con un incremento di otto punti, Beppe Sala chiude il secondo mandato al decimo posto con il 59,5 per cento, Stefano Lo Russo raggiunge il 55 per cento e Matteo Lepore si mantiene poco sopra il 50 per cento
Il consenso complessivo registra comunque un lieve calo rispetto al 2025, con il 63 per cento dei sindaci sopra la soglia del 50 per cento.