Anche le mitiche fototessere cambiano look

Dedem, storica azienda di Ariccia nata nel 1962, presenta il prototipo delle nuove macchinette

La nuova macchinetta Dedem

Un pezzo di storia italiana cambia look. Le cabine per fototessera, questo oggetto un po’ magico che ha appena compiuto 55 anni e dal 1962, grazie a Dedem, azienda con sede ad Ariccia (Roma) fotografa le facce di tutti gli italiani, dal 17 maggio diventerà una sorta di punto di stampa universale. Verrà infatti lanciata ImpressMe una nuova, rivoluzionaria app che consentirà di stampare tutte le foto che abbiamo su tablet e telefonini in qualsiasi cabina per fototessera con un semplice click.

“Oggi”, spiega Riccardo Rizzi presidente di Dedem, “facciamo centinaia di fotografie in più rispetto alle canoniche 30 dei vecchi rullini, anche se quasi tutte rimangono sul cellulare o sul tablet. Da qui nasce ImpressMe, un software che in sostanza materializza i ricordi e probabilmente avrà un impatto forte sulle nostre abitudini. È una novità che in qualche modo strizza l’occhio al passato e in un mondo sempre più digitale offre un tributo alla carta”.

Per festeggiare questa novità  il 17 maggio Dedem organizza  una giornata di studi dedicata al selfie prima del del selfie (il programma e i comunicati in allegato). Una serie di eventi pensati come un omaggio corale alla storia della cabina per fototessera, e a come l’istinto ad autoritrarsi abbia trovato, in quello spazio altro e separato dal mondo, uno stimolo all’evasione e alla sperimentazione degli immaginari…un secolo prima che il il selfie diventasse una modalità di autorappresentazione di massa. Sarà presente anche Franco Vaccari, l’artista che alla biennale di Venezia del’ 72 affascinò tutti con la sua opera d’arte interattiva con protagonista la cabina, le sue fototessere e i volti dei passanti/partecipanti.

Sempre il 17 maggio, per celebrare anche visivamente questa novità, verrà presentato  in anteprima un nuovo prototipo di cabina. Una ‘cabina d’autore’ che nei prossimi mesi si diffonderà nelle principali città d’ Italia. A firmare il progetto che rifà il trucco a un oggetto che da oltre cinquant’anni è parte integrante della nostra geografia urbana sono i Parasite 2.0, giovane pluripremiato collettivo di architetti (hanno partecipato a due Biennali di architettura e molte mostre all’estero e due anni fa hanno vinto il prestigioso premio di architettura del MAXXI).

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