Degrado: a viale Pretoriano le favelas sono ritornate 

I residenti denunciano le tende che aumentano ogni giorno di più. Passeggiare lungo le ‘’Mura Aureliane’’ non si sentono al sicuro

Mura Aureliane
Le Mura Aureliane nel tratto crollato

A luglio è stato aperto per la prima volta il camminamento nel tratto delle Mura Aureliane di viale Pretoriano fino alla fine di settembre: siamo tra via dei Frentani e via dei Ramni. Si saliva e si viveva la maestosità del tratto murario restaurato, quella cinta che per secoli ha protetto Roma.

Ma in basso, lungo i giardini, sono tornati giacigli, tavelas, abbandono e disperazione. «Impossibile passeggiare lungo i giardini di viale Pretoriano, accanto alle Mura – denuncia a ‘’Il Messaggero’’ Lucia, residente – non mi sento al sicuro perché è pieno di disperati, senzatetto e non sai mai chi puoi incontrare».

La paura si impossessa dei residenti non solo la sera, ma anche di giorno. E come gli si può dar torto? Anche ieri, le panchine erano state trasformate in giacigli di fortuna stracolme di cartoni, coperte, bustoni e tanta sporcizia.

Su un angolo delle Mura, poi, verso l’inizio di via dei Ramni, c’è quella favela che cresce indisturbata ogni giorno di più. “Due mesi fa – aggiunge Lucia – c’era solo un lenzuolo, poi hanno appeso un telone colorato, oggi invece il rifugio di fortuna si è triplicato, eppure è ben visibile, non si può non notarlo, ma nessuno fa niente”.

A settembre dello scorso anno ci fu l’ennesimo sgombero del micro-accampamento animato da una trentina di persone provenienti da una decina di Paesi di tutto il mondo. Ora le favelas, piano piano stanno tornando, mostrando ancora una volta il lato debole di quel maestoso monumento che potrebbe essere un’attrazione per migliaia di turisti, ma resta molto spesso un’occasione mancata.

Le denunce dei residenti sono tantissime, da anni. Si parla di “degrado”, “problemi di igiene”. Ed è l’impotenza il sentimento più diffuso quando, per l’ennesima volta, si scoprono gli accampamenti. “C’era stato uno sgombero tempo fa, ma il disagio sociale è molto forte, alcuni non vogliono neanche avere un ricovero e dopo uno sgombero il problema non fa che spostarsi di qualche metro – spiega a ‘Il Messaggero’ Laura Franchitti, del comitato “Rifondiamo Castro Pretorio” – ci auguriamo davvero che venga presto trovata una soluzione nell’interesse di chi vive lì e anche per il degrado che si crea”.

Il degrado non si ferma su viale Pretoriano, ma abbraccia anche via di Porta San Lorenzo dove da tempo ci sono vere e proprie baracche create lungo la strada. Vicino al marciapiede cumuli impressionanti di rifiuti che rendono praticamente impossibile camminare.

Approfondimento nel dossier

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
Radio Colonna