Ex Fiera di Roma, la svolta dopo sei anni. Ora il rilancio

Un limbo durato anni che ha bloccato gli investimenti anche per il nuovo polo. Adesso un rilancio a base di residenziale e servizi

Per essere una svolta, lo è. Ci sono voluti anni per arrivare alla concreta possibilità di vedere riqualificata l’area dell’ex Fiera di Roma, sulla Cristoforo Colombo. Un limbo durato non meno di sei anni (la prima delibera risale al 2014), che ha tenuto in ostaggio gli investimenti presso il nuovo polo, quello sulla Roma-Fiumicino, il cui socio di riferimento è la Camera di Commercio di Roma. Perché, senza una riqualificazione della storica area con annesso taglio delle cubature, sarebbe stato pressoché impossibile dare in allocazione gli spazi oppure realizzare un qualsivoglia progetto di rilancio urbano-residenziale.

Ieri è stata infatti approvata dall’Assemblea capitolina la delibera definitiva per la riqualificazione dell’area della Ex Fiera di Roma che conferma la riduzione di consistenza edilizia edificabile da 67mila mq a 44mila mq, di cui l’80% destinati a edilizia residenziale (di cui 20% housing sociale) e il restante 20% destinato a servizi. Si parte, insomma.

Tronfia la sindaca di Roma, Virginia Raggi. “L’area della Ex Fiera di Roma verrà restituita ai cittadini. Grazie all’approvazione della delibera da parte dell’Assemblea Capitolina, finalmente potrà essere avviato l’iter di riqualificazione dell’area che avverrà attraverso un concorso internazionale. L’obiettivo è selezionare il miglior progetto e garantire così qualità, vivibilità e servizi adeguati. L’amministrazione torna a dettare le regole di questa trasformazione”.

E adesso? Adesso viene il bello, ovvero i progetti. Nello specifico, la valorizzazione dell’area e il suo corretto inserimento nel contesto urbano verrà perseguito attraverso la  demolizione di tutti i padiglioni esistenti e la ricostruzione di una superficie utile lorda massima pari a 44.360 mq, dei quali 35.488 mq residenziali e 8.872 mq non residenziali. Prevista inoltre la destinazione ad edilizia sociale convenzionata di una quota minima del 20% della superficie  residenziale e il reperimento all’interno dell’Ambito 2 di tutte le necessarie aree a standard.

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