Non si torna indietro. Nostre fonti al Bambino Gesù sottolineano che l’obiettivo rimane quello di trasferire tutta la struttura all’ex Forlanini. Certo, c’è un po’ di preoccupazione perché i tempi rischiano di allungarsi. Il passaggio al Demanio è stato fondamentale per far sì che l’operazione, frutto di un accordo Italia-Santa del 2024, andasse in porto. Il governo Meloni, e in particolare il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Mantovano, vuole che l’accordo sia rispettato.
Il ruolo dell’Inail nell’affare Forlanini
Il pallino però a questo punto sta in mano al cda dell’Inail. L’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro si farebbe infatti carico dei costi di ristrutturazione, mentre il Bambino Gesù pagherebbe un affitto all’ente pubblico per l’utilizzo della nuova sede. Una cosa non da poco visto che rimettere a nuovo e in sicurezza l’ex Forlanini potrebbe costare fino a 600 milioni di euro. Tutto il complesso avrebbe un valore di 70 milioni, stima però considerata molto prudente. Nel bilancio 2025 l’Inail ha previsto un miliardo di euro per investimenti immobiliari, ma non è chiaro se in questa operazione rientri pure il Forlanini.
I contrari al matrimonio con il Bambino Gesù
Francesco Silvestri, ex capogruppo dei M5s, parla di “speculazione edilizia”. L’ex primario Massimo Martelli afferma che “se il Forlanini dovesse passare al Vaticano l’Italia non potrebbe più dire nulla visto che quella è zona extraterritoriale”. Affermazione, quest’ultima, in parte non corretta, visto che nell’attuale sede del Bambino Gesù al Gianicolo i lavoratori si fanno rappresentare dai sindacati italiani, e c’è una convenzione con il SSN. Antonella Saliva, per il comitato “La Fenice”, annuncia “una diffida al governo” e minaccia di portare la cosa in tribunale.
I numeri dell’ospedale Bambino Gesù
Il Bambino Gesù ha sei sedi, per un totale di quasi 700 posti letto. Nel corso del 2023 l’Ospedale ha fatto registrare numeri di grande rilievo: circa 95 mila accessi al Pronto Soccorso, 29.800 ricoveri, 33 mila procedure chirurgiche e interventistiche e oltre 2 milioni e 700 mila prestazioni ambulatoriali. Dati che confermano una delle casistiche pediatriche più rilevanti in Europa. Significativo anche il bacino di utenza: il 32% dei ricoveri riguarda pazienti provenienti da altre regioni, mentre nello stesso anno sono stati assistiti 501 pazienti stranieri non residenti in Italia, arrivati da ben 81 Paesi. Ma la sede del Gianicolo è quella che più risente dell’aumento dei pazienti. Una sede nata nel 1.882, e che non si può più espandere, ecco la necessità di trovare una nuova sede.