Il campo Testaccio della Roma vede la luce: rinasce la palestra

Progetto del:Campidoglio per acquisire la struttura sportive. Ma quale progetto per lo spazio dove nacque la As Roma?

Sarà o non sarà la volta buona? La presidente dell’Assemblea capitolina Svetlana Celli ha affermato che l’Assemblea capitolina ha approvato tre importanti delibere un passo concreto per il rilancio del Campo Testaccio, per il restyling del Foro Italico e il recupero dell’ex Cinema Metropolitan. Celli sottolinea che questi provvedimenti testimoniano una visione chiara, ossia quella di investire sulla qualità degli spazi pubblici, sulla cultura e sullo sport”.

La palestra di Testaccio

In sostanza, il Campidoglio ha dato il via libera all’acquisizione al patrimonio pubblico degli spazi dell’ex palestra adiacente Campo Testaccio. Per Celli si “tratta di un passaggio decisivo che permetterà di integrare queste strutture in un progetto più ampio di riqualificazione del centro sportivo e renderlo fruibile l’intero anno”.

In quali condizioni è il Campo Testaccio?

La palestra dovrebbe far parte di un sistema più ampio, proprio per rilanciare il campo dove nacque la Asr Roma.  Campo Testaccio era già stato ristrutturato e riaperto nel 2000, per poi però essere nuovamente abbandonato nel 2008. Ora, in sostanza è un buco pieno di erbacce incolte e non c’è traccia delle strutture che componevano il campo sella Roma, nata nel 1927.

Come nacque il campo

Edificato nel ‘28 a via Nicola Zabaglia, fu progettato dall’ingegnere Silvio Sensi (padre del futuro presidente Franco Sensi), lo stadio fu concepito seguendo il modello dei classici impianti britannici, con un riferimento specifico al Goodison Park, casa dell’Everton. L’impianto poteva ospitare fino a 20.000 spettatori. Era costituito da quattro tribune in legno, dipinte con i colori ufficiali della squadra: il giallo oro e il rosso pompeiano. Il rettangolo di gioco presentava la particolarità di avere dimensioni variabili, adattabili in base alle esigenze tattiche della squadra. All’interno del complesso era integrata l’abitazione dell’allenatore. Il muro esterno dell’edificio era caratterizzato da un enorme stemma della società, visibile a chiunque frequentasse l’impianto.

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