Anche da Ponte Mammolo il Papa lancia un appello a lottare contro ogni forma di emarginazione, a far nascere dal basso la voglia di riscatto, grazie anche all’aiuto delle parrocchie. E poi un nuovo appello contro le guerre: “Attualmente nel mondo molti nostri fratelli e sorelle soffrono a causa di conflitti violenti, provocati dall’assurda pretesa di risolvere i problemi e le divergenze con la guerra, mentre bisogna dialogare senza tregua per la pace. Qualcuno, poi, pretende addirittura di coinvolgere il nome di Dio in queste scelte di morte, ma Dio non può essere arruolato dalle tenebre”.
Solidarietà e sensibilità a pochi metri da Rebibbia
E tornando dal globale al locale, il Papa ha detto che la “parrocchia” del Sacro Cuore a Ponte Mammolo “da circa novant’anni vive” con “speciale cura le situazioni di povertà, di emarginazione e di emergenza, con attenzione alla presenza, nel suo territorio, della Casa di reclusione di Rebibbia, e con tanti altri segni si sensibilità e di solidarietà”.
Il Papa ai parrocchiani di Ponte Mammolo: vicini agli stranieri
Un quartiere non facile Ponte Mammolo, distante dal centro, ma che è per tanti aspetti solidale. “So che aiutate tanti fratelli e sorelle, provenienti da altri Paesi, a inserirsi qui: a imparare la lingua, a trovare una casa dignitosa e a esercitare un lavoro onesto e sicuro – ha detto Leone XIV -Non mancano le difficoltà, purtroppo talvolta accentuate da chi, senza scrupoli, approfitta della condizione di indigenza dei più deboli per fare i propri interessi. Sono però al corrente di quanto tutti voi vi impegnate a far fronte queste sfide, attraverso i servizi della Caritas, le Case-famiglia per l’accoglienza di donne e mamme in difficoltà e molte altre iniziative”.
Ultima visita di Leone XIV alle parrocchie di periferia di Roma
“Mi è nota la vitalità e la generosità – ha aggiunto – con cui vi spendete per l’educazione dei giovani e dei ragazzi, con l’oratorio e con altre proposte formative”. La parrocchia di Ponte Mammolo è la quinta e ultima tappa delle visite del pontefice alle parrocchie romane di periferia prima della Pasqua.