Latina, preoccupa variante indiana in comunità Sikh 

Attivato screening per verificare l'ipotesi di varianti

Dopo l’alert sulla pericolosità della variante indiana preoccupano nel Lazio possibili arrivi dall’India. Sotto la lente la comunità Sikh che vive nel territorio di Latina: circa 15mila persone con molti dei componenti impiegati nell’agricoltura.

Test inviati allo Spallanzani

L’assessore alla Sanità Alessio D’Amato comunica che è stata attivata “una vasta indagine epidemiologica nei confronti della comunità Sikh e che ora si attende l’esito dei test inviati allo Spallanzani per i i sequenziamenti per verificare l’ipotesi di varianti”. D’Amato spiega che dopo lo screening, portato avanti con la mediazione del prefetto di Latina e collaborazione delle autorità religiose, la Regione Lazio “è in costante contatto con la Asl e il prefetto per valutare l’evolversi della situazione”.

Latina, Sikh comunità di 15mila persone

La comunità è sempre stata comunque oggetto di screening in particolare nelle aziende agricole dove molti sikh lavorano come braccianti. “Le condizioni di sovraffollamento abitativo sono piuttosto frequenti- ha spiegato il direttore generale dell’Asl, Silvia Cavalli – La comunità è stata toccata da casi di Covid, ma finora si tratta di varianti già note. Rappresentano in media meno del 10% dei casi giornalieri”. Tra le attività di monitoraggio e prevenzione anche quella di rintracciare chi è tornato dall’India prima del blocco dei voli provenienti da quel paese per capire se si sta attenendo alla quarantena.

Nel Lazio entro giugno maggioranza over70 vaccinata

E nella Regione, che ieri è tornata in zona gialla, sono partite a mezzanotte le prenotazioni del vaccino anti-Covid per la fascia di età compresa tra i 50 e i 59 anni con esenzioni per patologie (comorbidità). La platea interessata è di oltre 180 mila utenti assistiti.

“Inizia così la Fase 4 prevista dal Piano nazionale e si proseguirà nelle prossime settimane sempre per fasce di età e per le patologie” ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato. Intanto oggi il presidente della Regione Nicola Zingaretti ha sottolineato: “L’estate sarà diversa, entro giugno avremo concluso nel Lazio la vaccinazione della maggior parte degli over 70, quelli che rischiano di più – ha ribadito Zingaretti -. Aifa deve togliere limiti su alcuni vaccini? Bisogna dare una soluzione per il problema di rischiare di non avere vaccini per una certa fascia d’età oppure prendere una decisione più netta e non delegare” sull’uso di AstraZeneca e J&J, consigliato al momento per gli over 60.

“È un problema di tutta Italia – ha spiegato -. Ci sono altri vaccini, ma è un tema che alla lunga si proporrà”. E oggi nella regione verrà superata la soglia di un milione e 770mila somministrazioni. Nelle ultime 24 ore su oltre 16 mila test si registrano 964 positivi (-221 rispetto a ieri), 44 decessi (+25) e +1.134 guariti.

Nel Lazio giallo non si allenano i controlli

I casi a Roma città sono a quota 500. “Un invito a mantenere alta l’attenzione e tutte le misure di prevenzione” ha detto D’Amato riferendosi al ritorno in ‘giallo’. E da ieri nella Capitale è scattato un piano di controlli per evitare assembramenti. Previsti varchi in alcune zone della movida e controlli ai capolinea di bus e nelle stazioni della metro negli orari di punta per il ritorno in classe delle superiori.

“A Roma e nel Lazio circa l’88% di bar e ristoranti sono aperti e si dovrebbe arrivare al 95 per cento nel weekend” stima il presidente della Fiepe-Confesercenti di Roma, Claudio Pica- In molti oggi hanno deciso di concedersi un pranzo fuori o un caffè ai tavolini esterni dei bar, approfittando della giornata di sole.

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