Latina: “siamo Casamonica” e non pagano 1600 euro di conto al ristorante

Tre arresti per estorsione e tentata estorsione.

Non solo mangiavano e non pagavano, ma pretendevano anche soldi dai ristoratori altrimenti, in quanto “Casamonica”, sarebbero stati guai seri.

Per questo, stamattina, su disposizione della procura della repubblica di Latina, la Squadra mobile di Latina, in collaborazione con la Squadra mobile di Roma ed il commissariato Romanina, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Latina, sottoponendo alla custodia in carcere Diego Casamonica di 43 anni ed agli arresti domiciliari Guido Casamonica e Marco Casamonica entrambi 23enni, indagati a vario titolo dei reati di estorsione e tentata estorsione. Si tratta di padre, figlio e nipote, tutti residenti alla Romanina a Roma, ma non appartenenti al ramo strutturato del clan Casamonica.

Nonostante questo, pero’, facendo leva sul proprio spessore criminale in quanto da poco scarcerato dopo sette anni di carcere, Diego, tentava di incutere timore nei commercianti di Latina. Le indagini, coordinate dalla procura pontina e condotte dalla Squadra Mobile di Latina, sono state innescate dalla denuncia di due imprenditori, titolari di un ristorante sito nella zona lido di Latina, i quali hanno riferito che, la sera del 9 di Marzo, gli indagati, dopo essere stati a cena presso il loro locale, hanno tentato di farsi consegnare del denaro contante, circa settecento euro, vantando la propria appartenenza alla famiglia Casamonica; le vittime intimorite da tali richieste e dall’atteggiamento del resto del gruppo, non hanno comunque ceduto alle minacce, accettando che gli indagati andassero via senza pagare il conto della cena consumata pari a circa 1600 euro.

In particolare, i tre, si sono rivolti ad uno dei soci ed ai camerieri che avevano servito loro piatti costosi e bottiglie di champagne, chiedendo provocatoriamente di scendere in cantina a prendere altre bottiglie costose, uscendo poi dal ristorante senza pagare. Lo stesso comportamento e’ stato poi posto in essere nei confronti del receptionist di una struttura ricettiva, nelle cui pertinenze e’ ubicato il ristorante, trovando anche qui la resistenza di un impiegato addetto, il quale si rifiutava di consegnare il denaro presente in cassa che gli era stato richiesto. Nel corso delle medesime indagini emergeva che quel pomeriggio, sempre i tre indagati, si erano trattenuti per varie ore, effettuando diverse consumazioni, all’interno del bistrot nel centro storico di Latina.

Anche in questa circostanza, sempre facendo leva sul loro nome, e dunque lasciando implicitamente presagire gravi conseguenze in caso di opposizione allo loro richieste, hanno costretto il proprietario a farsi consegnare il denaro che aveva in tasca, pari a circa 160 euro, salvo poi allontanarsi senza pagare le consumazioni, cibo e bevande costose, che ammontavano a circa 600 euro.

In tale contesto, Diego Casamonica rappresentava il suo passato criminale, precisando di essere uscito da due mesi dal carcere, dopo sette anni di permanenza, rivolgendosi alle vittime con fare minaccioso ed intimidatorio. Gli altri indagati, incensurati, hanno approfittato della fama criminale connessa al cognome che portano e lo stato di soggezione e sudditanza che ne determina nelle vittime.

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