Lettera a Radiocolonna: manca una rete certa nella Sanità

Una patologia e tanti sintomi negativi e difficili da capire. Comincia lo sballottamento da un medico all'altro e da una struttura all'altra. Risultato: l'ammalato è sfiduciato e si sente abbandonato

termometro e medicinali

Ci scrive la nostra lettrice Alessandra sollevando un problema davvero interessante e grave, nello stesso tempo: lo scollamento totale fra medico di base ed una equipe specializzata alla quale indirizzare i pazienti che hanno avuto dei problemi post vaccinali (o altro).

Alessandra imputa tutti i suoi malesseri (anche importanti) alla terapia genica.

Il fatto che fosse, di base, affetta da precedenti patologie non l’ha esentata dal vaccino.

Infiniti, poi, i suoi spostamenti fra pronto soccorso, laboratori di analisi e medico di base. Senza alcuna risposta definitiva ne’ cure valide.

La lettrice lamenta ancora diversi sintomi negativi e a questo punto le manca un sostegno valido cui appoggiarsi.

Ma il cuore della lettera non sono tanto le sue manifestazioni avverse quanto “La sensazione spiacevole dell’abbandono perché non c’è nessuno che ti aiuti e ovviamente tutti gli accertamenti sono a carico del paziente. Ciò che mi fa più arrabbiare è che nessuno ne parla. Perché? Le persone dovrebbero sapere e soprattutto avere un punto di riferimento.

Quello che ci ha toccato di questa lettera è proprio il senso di abbandono e di inadeguatezza, che balza evidente, del sistema medico/paziente che troppo spesso è impreparato a fare rete, generando insicurezza, accrescendo i timori e le manifestazione sintomatiche del malato.

Non entriamo nei particolari ma, è certo che il vagabondare fra specialisti ed enti di cura diversi è fiaccante e quasi tutti noi l’abbiamo dovuto subire.

Questa è sicuramente una delle grandi smagliature della Sanità Pubblica italiana.

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