Lo spillo / Col ribaltone alle Ferrovie che ne sarà della gara con Atac?

Il nuovo corso gialloverde potrebbe rallentare una corsa del gruppo, ora affidato al più mite Battisti, con la municipalizzata romana controllata da Campidoglio di Virginia Raggi

A Ferrovie cambia il timone ma non l’obiettivo. Almeno per ora. Al posto di Renato Mazzoncini, manager silurato la scorsa settimana dal ministro dei Trasporti Danilo Toninelli  è arrivato Gianfranco Battisti, già a capo di Trenitalia. Ora, Mazzoncini era creatura renziana mentre il nuovo ceo delle Fs è certamente più allineato ai dettami gialloverdi.

E allora c’è da chiedersi, che ne sarà dell’intenzione, messa nero su bianco nell’ultimo piano industriale delle Ferrovie e firmato Mazzoncini, di entrare nel servizio pubblico romano ad oggi in mano ad Atac. Le Fs, come noto, hanno sempre mostrato interesse verso il trasporto locale. Dal prossimo anno le regole Ue scardineranno il monopolio Atac e consentiranno la messa a gara del servizio. Il nuovo ad, nominato da un governo a trazione penta-leghista, se la sentirà di concorrere con la municipalizzata controllata da un Campidoglio a guida Virginia Raggi, dunque Movimento Cinque Stelle.

Insomma, si farà la guerra in casa nel nome del libero mercato oppure no? D’altronde, vista la veemenza con cui Toninenni ha azzerato il board Fs e imposto Battisti, è lecito chiedersi se il nuovo corso gialloverde in Ferrovie porterà il gruppo a gareggiare con la municipalizzata del Campidoglio grillino. Chissà.

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