“Magari ti stuprano”, “Sparati”, “Attenti a girare per Roma”. Sono solo alcuni dei messaggi comparsi sotto un video pubblicato da Claudia Pratelli, assessora alla Scuola del Comune di Roma, dopo la sua presa di posizione pubblica contro il corteo sulla remigrazione. Un’ondata di insulti che ha attraversato la soglia della minaccia esplicita, con auguri di violenza sessuale, intimidazioni e offese di stampo sessista.
Pratelli ha scelto di non tacere. “Non si tratta di critiche politiche, anche aspre, che sono pronta ad accettare”, ha dichiarato. “Si tratta di messaggi che raccontano un clima di odio e intolleranza che dobbiamo avere il coraggio di riconoscere e contrastare”. Secondo l’assessora, quanto accaduto non è un episodio isolato né riguarda solo lei: riflette un modo di concepire il ruolo delle donne nella vita pubblica e nelle istituzioni, e l’uso della violenza come strumento di confronto politico.
I messaggi sono stati segnalati alle autorità e formalmente denunciati. “Se l’obiettivo era intimidirmi”, ha concluso Pratelli, “non ci sposterete di un millimetro. Continuerò a battermi contro razzismo, sessismo e ogni forma di discriminazione”.