Sicurezza, contati a mano gli accessi a piazza Navona

Niente sistemi elettronici o centralizzati per fissare il tetto massimo di persone che possono stare nell’area per la festa della Befana

piazza navona
Piazza Navona

Da oggi pomeriggio a piazza Navona la Befana porterà i metal detector per prevenire possibili attacchi terroristici. Controlli al massimo anche al fine di evitare sovraffollamenti e numero chiuso per favorire un deflusso rapido in caso di emergenza. Il fatto è che i contapersone dovevano essere già attivi. Ma il calcolo viene fatto a mano. Oggi gli addetti al conteggio sono stati dotati di palmari,  ma non c’alcun varco elettronico controllato da fotocellule. Dunque un sistema del tutto aleatorio.

A piazza Navona possono sostare al massimo 12 mila persone. Ma come avviene il conteggio se non c’è un sistema centralizzato e computerizzato ai varchi? Abbiamo infatti contato sei punti di accesso alla piazza. In un paio vi sono percorsi dedicati per l’entrata e l’uscita, ma in altri i flussi si intersecano, rendendo il conteggio complicato e, a nostro giudizio, a dir poco impreciso.

Ieri pomeriggio, oltre alle pattuglie dell’esercito con i loro blindati c’erano i volontari dei Carabinieri che appunto hanno il compito di regolare l’accesso alla piazza. Può darsi che con l’approssimarsi della Befana la situazione cambi, ma ieri ogni possibilità di gestire l’afflusso di romani e visitatori ci è sembrata abbastanza approssimativa.

E’ pure vero che al momento il gradimento nei confronti delle bancarelle dello storica piazza romana è piuttosto scarso. Pochi stand e per nulla caratteristici, mentre resistono attività tipiche da feste di paese, come il tiro a segno. Un mezzo flop, come hanno testimoniato anche le nostre interviste.

Niente attività sociali e ludiche per i bambini, mentre le attività commerciali alla fine hanno privilegiato le famiglie da sempre operative in questo settore. Insomma, un’occasione persa per far cambiare la festa della Befana

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