Municipio IV: nuovo sgombero all’ex Penicillina, 20 identificati – FOTOGALLERY

Nonna Roma: "La giunta ponga fine a incontrollato potere del prefetto"

Le operazioni di sgombero dello stabile Ex penicillina in via Tiburtina, a Roma.

Dalle prime ora dell’alba è in corso a Roma, in via Tiburtina 1040, lo sgombero dello stabile ex Penicillina, in disuso da anni, e occupato da senza dimora.

Nello stabile, spesso sono scoppiati violenti incendi per le ingenti quantità di rifiuti accumulati. Le operazioni di sgombero sono state decise nel corso del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e vede coinvolte, oltre alle forze dell’ordine e agenti della polizia locale di Roma capitale, anche dipendenti di Ama. Secondo quanto si apprende sarebbero circa 20 le persone trovate all’interno e che si sta procedendo ad identificare.

Nonna Roma: “La giunta ponga fine a incontrollato potere prefetto”

“Questa mattina, su ordine del prefetto, Matteo Piantedosi, si sta svolgendo una imponente operazione di polizia presso l’ex Fabbrica della Penicillina, già sgomberata nel dicembre del 2018. Oggi, come allora, sono presenti in questo edificio fatiscente centinaia di invisibili, costretti a vivere tra infestazioni di topi, blatte, rifiuti tossici ed amianto. Uomini e donne che hanno ripopolato l’ex Fabbrica dopo essere stati sgomberati dai piccoli accampamenti informali del territorio ed essere stati abbandonati per strada, senza soluzioni alternative”. È quanto si legge in una nota dell’associazione Nonna Roma.

“Da alcune settimane, come Nonna Roma – spiega la nota – avevamo iniziato una collaborazione con alcune associazioni e con la Sala Operativa Sociale in supporto delle persone presenti nella Penicillina, puntando alla presa in carico di tutti gli occupanti. Lo sgombero di oggi blocca questo importante lavoro, avendo come unica conseguenza quella di acuire la condizione di disagio sociale di queste persone. Per questo riteniamo necessario che la Giunta capitolina ponga fine all’incontrollato potere prefettizio in materia di sgomberi. Le questioni sociali in questa città, in primis l’annoso problema degli accampamenti informali, non posso essere trattate come mere problematiche di ordine pubblico ma richiedono -al contrario- politiche sociali strutturate ed adeguate”, conclude.

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