Periferie: al parco della  Madonnetta rifiuti e verde fuori controllo 

Per il degrado della vasta area di Acilia la madre di Riccardo Pica, il sedicenne che ha perso la vita inseguito nel Parco da un pazzo, ha fatto causa al Comune

foto dal profilo Instagram di Daniela Salustri

Per il degrado della vasta area di Acilia la madre di Riccardo Pica, il sedicenne che ha perso la vita inseguito nel Parco da un pazzo, ha fatto causa al Comune

Sei mesi dalla morte del giovane Riccardo non bastano, il parco della Madonnetta continua a sprofondare nel degrado più assoluto. Era il 26 febbraio quando nell’ex punto verde qualità del comune di Roma, nel X Municipio, perse la vita, per un arresto cardiaco, il sedicenne Riccardo Pica, mentre scappava da un senzatetto armato di un’ascia.

In suo ricordo, sulla grata che delimita il parco, sono stati lasciati fiori, pupazzi, palloncini e tante magliette della sua squadra del cuore, la Roma. Per il resto, però, non è cambiato niente, degrado e rifiuti continuano ad accatastarsi tra la vegetazione e strutture pericolanti.

Da 6 mesi, la mamma, Daniela Salustri, non fa che invocare “giustizia”, chiedendo la bonifica di un’area che ancora, purtroppo, non avviene. A denunciare tale situazione, ora sono tante associazioni, che non comprendono come siano possibile tutto questo ritardo. “Non c’è stata assolutamente una giustizia – commenta a ‘Il Tempo’ Gaetano Di Staso, coordinatore di ‘Eco italiasolidale’ per il X Municipio – tutto è rimasto come se nulla fosse mai successo. Nessun intervento di bonifica, i rifiuti continuano ad accatastarsi per la gioia di insetti e topi che scorrazzano in una struttura costata milioni di euro, rimasta in balia di teppisti, senza tetto, che hanno fatto man bassa delle strutture all’interno di quello che era una volta un gioiello di efficenza e aggregazione”.

Un degrado che sembra non conoscere fine. A testimoniarlo anche l’associazione Decimo Solidale che da anni si batte per rivalutare l’area.

“Nei 21 ettari, il degrado è progressivo, non c’è stato nessun provvedimento a tutela dell’ambiente e della sicurezza – denuncia a ‘Il Tempo’ il presidente, Biagio Caputi – Dove un tempo erano in funzione palestre, piscine e campi da tennis, oggi ci sono cumuli di macerie con edifici saccheggiati. Abbiamo interessato anche il Prefetto, ma non abbiamo ricevuto nessuna risposta”.

Per queste ragioni, mamma Daniela, assistita dall’avvocato Roberto Maiorana, ha fatto causa al Comune per non aver garantito la sicurezza e aver abbandonato una struttura che è patrimonio pubblico. Di pochi giorni fa anche la sua candidatura al X Municipio con Fratelli d’Italia: “Quanto accaduto non è accettabile – commenta la donna – combatterò in prima linea per far si che il Comune si faccia carico della sicurezza e della manutenzione del parco e dei suoi impianti sportivi, Meritiamo di vivere in un posto sano e sicuro per i nostri figli, nella speranza che tragedie come quella avvenuta a mio figlio, non accadano mai più’’.

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