Piazza del Popolo è un parcheggio

Per ora i monopattini elettrici si sono rivelati un pericolo costante e un ingombro indecoroso

Che in origine crescesse davvero un bosco di pioppi ad ombreggiare la Tomba di Nerone, che fosse una delle Porte di ingresso alla Capitale, che ogni Papa e ogni architetto ci apportassero aggiunte e modifiche resta il fatto che piazza del Popolo è per Roma un cuore sempre vivo e centrale.

Lo fu nei secoli, lo è anche oggi.

Con il suo ampio bacino che porta nel mezzo la fontana di Giacomo della Porta è un “catino” pubblico ed “accogliente” per antonomasia. Qui si svolgono quasi tutte le manifestazioni ludiche e non della Capitale.

Un’arena stupenda da cui partono le tre vie principale: via del Babuino lusssuosa e commercilae, via del Corso penalizzata ora da un decadimento che solo i tempi avversi possono giustificare e Via di Ripetta anch’essa, in questo periodo in sottotono ma con un’impronta che ci riporta ad una Città che è quasi paese.

Le due grandi chiese semi- gemelle le dovrebbero infondere un’anima quasi sacrale, anche se mai realmente rispettata. Soprattutto oggi che i gradini di Santa Maria in Montesanto (1675) e Santa Maria dei Miracoli (1678),sono diventati luoghi di bivacchi e di sosta sporca, mangereccia e irrispettosa.

E’ evidente che le autorità non hanno a cuore le sorti del capolavoro. Qui ci si siede, si suona e ci si bagna alla fontana nelle giornate più calde.

Visto lo spazio molto ampio, senza controlli e limitazioni ognuno “interpreta” piazza del Popolo come meglio crede. A dimostrazione di questo affronto quotidiano, oggi la spianata davanti alle chiese è diventata “impunemente” un deposito di monopattini elettrici e biciclette, assolutamente, indecoroso.

Non che altre parti della Città siano immuni dall’inaccettabile parcheggio a cielo aperto. Chi abita in centro sa bene che per entrare in casa deve sobbarcarsi l’onere di spostare questi diabolici mezzi di trasporto abbandonati senza riguardo dove capita capita.

Sale spontaneo un moto di rabbia e di vergogna nel constare che la nostra Città è spinta, quasi con consapevolezza, sempre più in basso, erosa dal disordine, dalla sporcizia e dal totale menefreghismo. Eccovi le foto del degrado.

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