21 Giugno 2021
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Portonaccio, Codacons: accolti in massa ricorsi contro le multe

Le multe annullate sono quelle elevate fino al 25 luglio 2017, data in cui è stata ripristinata la corretta segnaletica stradale che informava circa il divieto di transito

Segnaletica (Foto Fiadel)

“Storica vittoria del Codacons contro il Comune di Roma. La vicenda riguarda lo scandalo delle multe sulla corsia preferenziale di Via di Portonaccio, elevate nei confronti di migliaia di automobilisti nonostante fosse impossibile per gli utenti scorgere la segnaletica che vietata il transito alle auto private. Il Prefetto di Roma, infatti, sta accogliendo in massa i ricorsi presentati dagli automobilisti assistiti dal Codacons, associazione che nei mesi scorsi aveva messo a disposizione dei cittadini multati il ricorso da presentare contro le ingiuste contravvenzioni, fornendo assistenza legale ai multati”. Così il Codacons in una nota.

“In base alle segnalazioni pervenute al Codacons – spiega la nota dell’associazione di consumatori – numerosi automobilisti assistiti dall’associazione stanno ricevendo in questi giorni comunicazione circa l’accoglimento dei ricorsi da parte del Prefetto, con l’annullamento dei verbali per ‘improcedibilità accertamento per elementi giustificativi’, come si legge negli aggiornamenti telematici sullo stato dei ricorsi. Le multe annullate sono quelle elevate fino al 25 luglio 2017, data in cui è stata ripristinata la corretta segnaletica stradale che informava circa il divieto di transito. Al tempo stesso di apprende che i ricorsi presentati tramite altri enti e associazioni sarebbero stati rigettati perché incompleti”.

“Si tratta di una importantissima vittoria a favore dei diritti degli utenti – afferma il presidente Carlo Rienzi – Il Codacons è stata la prima associazione a scendere in campo e a fornire aiuto agli automobilisti, denunciando l’arroganza del Comune che, a fronte di una palese ingiustizia, ha tirato dritto per la sua strada, e ora paga le conseguenze del proprio operato. Chi trasgredisce il Codice della Strada va sanzionato, ma se l’amministrazione spinge i cittadini a commettere infrazioni rendendo poco visibili le informazioni sui divieti, viene meno la violazione perché l’automobilista era palesemente inconsapevole della trasgressione”, conclude Rienzi.

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