Rifiuti: la protesta dei residenti davanti alla discarica di Albano – VIDEO e FOTOGALLERY

"Albano sta cadendo a pezzi: pozzi e falde inquinate. Non si capisce perché abbiano riaperto, noi eravamo tranquilli. Mia moglie è morta quattro anni fa di tumore, per noi la riapertura significa la morte", racconta esasperato Luciano

Manifestanti davanti alla discarica di Albano Laziale.

Sono arrivati all’alba, con le sedie pieghevoli e, come facevano ogni giorno lo scorso anno, hanno atteso davanti alla discarica di Albano Laziale l’arrivo dei camion con i rifiuti provenienti da Roma. Una decina di persone, tra membri storici dei comitati e cittadini stufi dei miasmi, stamattina alle 8:30 hanno visto sfilare sulla via Ardeatina il primo tir di Ama che ha segnato la riapertura ufficiale del sito di Roncigliano. “Albano sta cadendo a pezzi: pozzi e falde inquinate. Non si capisce perché abbiano riaperto, noi eravamo tranquilli. Mia moglie è morta quattro anni fa di tumore, per noi la riapertura significa la morte”, racconta esasperato Luciano.

 

 

“Roma sud l’hanno presa, per il ‘monnezzaro’ della capitale”, sbotta l’uomo. La bonifica mai avvenuta, la troppa vicinanza alle abitazioni, l’aumento della mortalità, l’inquinamento dell’aria e delle falde acquifere: queste le preoccupazioni dei residenti e dei comitati della zona, per i quali la scelta di riaprire è “folle”, dice Loredana Longo del coordinamento No Inc. “Siamo stati dal 28 luglio 2021 fino al 15 marzo 2022 a presidiare fuori dai cancelli al freddo, al ghiaccio, alle intemperie e alla calura. Abbiamo potuto denunciare quello che arrivava in discarica, e documentare con video e foto cose che poi abbiamo portato alla procura di Roma”, sottolinea. “Oggi ci ritroviamo di fronte a questa apertura e denunciamo assolutamente la folle ripartenza di questa discarica che, aldilà delle deroghe che noi già contestiamo, oggi avviene addirittura senza la nomina di un commissario. Stiamo programmando azioni della stessa portata e oltre, per quello che ci sta accendendo, la lotta non si ferma”, aggiunge.

Sulla Ecoambiente che gestisce il sito pende una interdittiva antimafia che ha portato al sequestro dell’area a marzo scorso, e successivamente al dissequestro a fine maggio. Sul luogo, mentre transitano i camoni, presidiano la protesta le forze dell’ordine: la polizia, con un blindato, e i carabinieri. Fuori dai cancelli della discarica di Roncigliano, oltre ai cittadini, anche alcuni esponenti delle istituzioni, arrivati in supporto ai manifestanti: “Non ce lo aspettavamo così, da un giorno all’altro senza nemmeno nominate un commissario – spiega la senatrice di Sinistra italiana, Elena Fattori -. Oggi è stata riaperta questa discarica che era stata chiusa dal Tar, una discarica che ormai è aperta da anni e che ha grandi criticità, soprattutto un’interdittiva antimafia che tutti continuano a ignorare ma che esiste. È stata gestita in modo indegno – prosegue – e ha delle criticità sanitarie e ambientali che sono notevoli. Qui purtroppo è diventato il rifugio dei peccatori della giunta capitolina: ogni volta che succede qualcosa si riapre la discarica di Albano, incuranti del fatto che i Castelli Romani sono dei comuni virtuosi, abbiamo una raccolta spinta che Roma non riesce a fare. È ora di finirla di scaricare sulla periferia e sulla provincia – sottolinea Fattori – tutte le incapacità romane, le inettitudini, e le illegalità. Ci attiveremo sia a livello regionale che nazionale e cercheremo di fermare questo scempio”.

Intanto sui social il sindaco di Albano Laziale, Massimiliano Borelli, ha commentato ieri la riapertura della discarica: “Inutile nascondersi dietro un dito: tutti sapevamo che la discarica di Roncigliano poteva essere riaperta – ha scritto su Facebook -. Speravamo che la chiusura, per motivi amministrativi e burocratici, fosse definitiva. Ma così non è stato e troppe sono state le infauste coincidenze di queste ultime settimane. Altre parole suonerebbero inutili, superflue, ridondanti. Resto dell’idea che così Roma non risolverà i suoi problemi. La buca si esaurirà presto e, magari, si cercheranno ancora altre Roncigliano, sempre e comunque fuori dal Gra”. Per ora la discarica può accogliere fino a 1.100 tonnellate al giorno di rifiuti provenienti dalla capitale e avrebbe una disponibilità nell’ultimo invaso per circa quattro o cinque mesi di conferimento.

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