Incendi Roma: aperta inchiesta sulla cura del verde pubblico. I rifiuti vanno ad Albano – FOTOGALLERY

Nel mirino degli inquirenti i roghi del Parco del Pineto e del Parco di Centocelle. Quest’ultimo è stato il peggiore per i danni causati all’aria. Stamattina sono iniziati i conferimenti alla discarica di Albano, tra le proteste dei residenti e dei comitati.

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La procura di Roma ha aperto un’inchiesta sulla cura del verde pubblico della capitale. L’iniziativa giudiziaria rientra nelle indagini che i pm di piazzale Clodio stanno svolgendo in merito agli incendi che da qualche tempo stanno interessando Roma.

Diversi sono i roghi all’attenzione degli inquirenti ma, in particolare, nel mirino ce ne sono quattro, tra cui quelli del Parco del Pineto e del Parco di Centocelle. Quest’ultimo è stato il peggiore per i danni causati all’aria. Le diossine infatti hanno superato di 35 volte il limite stabilito dall’Organizzazione mondiale della sanità. Secondo le prime rilevazioni dell’Arpa Lazio nella zona di via Saredo, il valore per le diossine è stato pari a 10,6 picogrammi per metro cubo (pg/m3) a fronte del limite di 0,3 stabilito dall’Oms. Le esalazioni, dopo il rogo del Tmb di Malagrotta, erano state ben più controllate: i limiti erano stati superati di tre volte soltanto, in un solo campionamento, a Fiumicino.

“La situazione degli incendi a Roma è estremamente complessa e sarà molto difficile risalire alle cause, che siano per colpa o per dolo”, secondo il presidente della commissione parlamentare Ecomafie, Stefano Vignaroli, esponente storico del Movimento 5 stelle romano, impegnato in battaglie a tutela dell’ambiente, e recentemente uscito dal gruppo alla Camera.

“Del fenomeno degli incendi nel settore dei rifiuti ci occupiamo già dal 2015: su base nazionale è un fenomeno in riduzione rispetto al picco avuto prima della pandemia”, ha spiegato Vignaroli interpellato dall’agenzia Nova.

“È difficile ipotizzare una mano comune in un mondo così complesso, non si può escludere né la colpa né il dolo – ha aggiunto –, soprattutto quando l’incendio devasta ogni cosa: è difficile capire se c’è dolo o se c’è una regia occulta. Se ci dovesse essere, non credo ci sia una mano unica: sarebbe un po’ fantascientifico”, chiarisce Vignaroli. Tuttavia “siamo in contatto costante con il comandante del Noe, è un lavoro lungo e complesso, difficilmente si riuscirà a risalire a che cosa è successo ma lo si spera. In ogni caso, soprattutto sugli incendi che riguardano i rifiuti, a settembre quando ci sarà possibilmente un quadro un po’ più definito faremo un ciclo di audizioni in commissione”, ha concluso.

Nel frattempo, per far fronte all’emergenza rifiuti che sta interessando la capitale, dopo i numerosi roghi, a partire da quello del Tmb di Malagrotta del 15 giugno scorso (l’impianto smaltiva circa 5 mila tonnellate a settimana di scarti), oggi riapre la discarica di Albano Laziale. All’esito delle verifiche, sviluppate in questi giorni nella cabina di regia in prefettura a Roma, è stato definito, nel corso di un incontro che si è svolto stamattina, che il sito può ricominciare ad accogliere i conferimenti di rifiuti provenienti dalla capitale. Al momento – come da ordinanza sindacale vigente – il sito può operare fino al 15 luglio prossimo. Non è escluso quindi che Roberto Gualtieri, nelle vesti di sindaco della Città metropolitana, nelle prossime ore emani una nuova ordinanza per prorogarne l’utilizzo e far fronte all’emergenza rifiuti. Al confronto di stamattina, presieduto dal prefetto di Roma Matteo Piantedosi, hanno preso parte anche Gualtieri, rappresentanti della Regione Lazio. La cabina di regia istituita in prefettura proseguirà il lavoro di verifica e monitoraggio sul sito di Albano Laziale in massima sinergia con tutti gli attori istituzionali coinvolti, affinché sia assicurato lo sviluppo regolare dell’appalto relativo ai conferimenti.

La discarica era stata chiusa per sequestro a marzo scorso, dissequestrata a fine maggio e da allora erano state svolte verifiche per valutarne la possibilità di riapertura. Stamattina alle 7 sono ripresi i conferimenti, tra le proteste dei residenti e dei comitati. Il sindaco Massimiliano Borelli, ha lamentato di non esser stato avvertito: “Inutile nascondersi dietro un dito: tutti sapevamo che la discarica di Roncigliano poteva essere riaperta. Speravamo che la chiusura, per motivi amministrativi e burocratici, fosse definitiva. Ma così non è stato e troppe sono state le infauste coincidenze di queste ultime settimane. É a dir poco fastidiosa e ingiustificabile l’arroganza con la quale sindaco e assessora capitolini comunicano le decisioni in televisione, senza avere il minimo rispetto istituzionale di avvertire il padrone della casa nella quale si è deciso, ancora una volta, di entrare senza bussare”.

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