Rogo Centocelle, ora è allarme diossina: superato di 35 volte il limite Oms

Dato molto più grave d Malagrotta

Le fiamme nell'autodemolitore a Centocelle

Sono 35 volte più alti del limite stabilito dall’Organizzazione mondiale della sanità i valori di diossina presenti nell’aria a Centocelle e dintorni. Dopo l’enorme nube nera che ha invaso la città sabato scorso sono arrivati questa mattina i primi risultati delle rilevazioni dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa) del Lazio sulla qualità dell’aria nella zona colpita dall’incendio. Dagli esiti delle misure effettuate dal campionatore di via Saredo, il valore per le diossine è pari al 10,6 picogrammi per metro cubo (pg/m3), 35 volte superiore al valore di riferimento individuato dall’Oms per l’ambiente urbano (0,3). Per quanto riguarda gli altri composti pericolosi per l’ambiente e per la salute, l’Arpa ha registrato per il benzopirene un valore di 2,6 nanogrammi per metrocubo (ng/m3), superiore anch’esso alla media annua di un ng/m3 e un dato pari a 2717 pg/m3 per i Policlorobifenili (Pcb), per i quali non esistono limiti normativi o valori di riferimento.

Quello di Centocelle, che ha interessato un’area incolta nel quadrante a sud della capitale arrivando fino agli autodemolitori di viale Palmiro Togliatti, facendone esplodere tre, è il secondo rogo devastante che colpisce la capitale in meno di un mese. Lo scorso 15 giugno la città era stata ricoperta di fumo e fuliggine dopo l’incendio del Tmb2 di Malagrotta. Qui i valori relativi alle diossine, secondo le rilevazioni effettuate dall’Arpa, non avevano sforato i limiti dell’Oms rimanendo entro 0,3 pg/m3 e toccando lo 0,9 pg/m3 solo nell’area del comune di Fiumicino, dove quindi su una rilevazione sono stati superati di tre volte i limiti. Al 27 giugno scorso, data in cui prese fuoco il Parco del Pineto, erano già 173 i roghi che avevano interessato la capitale dal 15 giugno in poi. Gli incendi peggiori, a quella data, avevano riguardato il Tmb di Malagrotta e l’area Aurelio-Casalotti, dove le fiamme erano divampate da sterpaglie e si erano estese poi a una rimessa facendo esplodere 50 bombole di Gpl. Il rogo di Centocelle – in assenza di rilevazioni Arpa sulle esalazioni al Parco del Pineto e in zona Aurelio-Casalotti – è il più grave dei quattro maxi incendi (Malagrotta, Aurelio Casalotti, parco del Pineto e Centocelle) sui quali sta indagando la procura a partire da eventuali carenze nella gestione del verde.

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