Roma, piazze a numero chiuso e fan zone presidiate

Con l'impossibilità di andare a Londra, causa le severe norme antiCovid del governo britannico, le fan zone stasera diventeranno succursali in sedicesimo di Wembley. E sale anche il rischio assembramenti post partita

Con l’impossibilità di andare a Londra, causa le severe norme antiCovid del governo britannico, le fan zone stasera diventeranno succursali in sedicesimo di Wembley. E sale anche il rischio assembramenti post partita.

Per questo a Roma, dove a piazza del Popolo c’è una delle fanzone più grandi d’Europa, la questura sta mettendo a punto un piano di sicurezza che garantisca di vedere la partita e tifare in assoluta tranquillità, anche sanitaria. Per il match di oggi Italia-Spagna, semifinale sperata e sudata, ci saranno controlli in particolare nelle fanzone della Capitale dove, tra l’altro, si potrà vedere sui maxi schermi la partita e, ci si augura, festeggiare.

Per accedere alle aree dedicate ai tifosi la prenotazione sarà obbligatoria e la chiusura delle prenotazioni avverrà 3 ore prima dell’evento. L’accesso al pubblico avverrà già un’ora prima dell’evento per evitare affollamenti. Previste anche alcune chiusure stradali a via dei Cerchi e un prefiltraggio con varchi di accesso presidiati sia nelle aree dedicate ai tifosi a Piazza del Popolo, con capienza a 2500 posti, che ai Fori Imperiali dove la capienza massima sarà di 1000 persone. Ci saranno anche a terra segnaposto per garantire la distanza.

Osservate speciali zone della movida e il centro di Roma con il contingentamento degli accessi in alcune piazze come Campo de’ Fiori, piazza Trilussa e fontana di Trevi. Sotto la lente tutto il centro storico della città dove si potrebbero riversare i supporter azzurri per vedere la partita o al termine del match. Il Questore, anche con il supporto della Polizia locale, potrà disporre di aliquote di personale da inviare ‘al bisogno’ in caso di assembramenti post partita. Intanto è già scattato il monitoraggio delle partenze per Londra. La quarantena infatti blocca anche i tifosi italiani.

Se i supporter inglesi hanno dovuto rinunciare a seguire la squadra impegnata sabato allo stadio Olimpico nel match con l’Ucraina per i 5 giorni di fermo obbligatorio in base alle norme anti Covid, ai fans italiani va peggio: per loro Wembley è ancora più proibito dovendo sottoporsi ad una quarantena di 10 giorni e a ben tre costosissimi test. Una scaletta di ‘osservazione fiduciaria’ ora impossibile da rispettare visto che manca solo un giorno al match. A colorare di azzurro gli spalti dello stadio londinese saranno i 6400 expat, ovvero italiani che vivono in Gran Bretagna e Irlanda, ai quali è stato concesso l’acquisto del biglietto: saranno solo loro dunque a rappresentare il drappello di tifosi italiani in un incontro decisivo per la nazionale. Stessa sorte per i tifosi spagnoli: anche la Spagna, come l’Italia, è stata messa nella ‘amber list’ dal governo britannico per cui chi proviene da quel paese deve osservare una quarantena di 10 giorni con l’unica eccezione delle Isole Baleari che, benché territorio spagnolo, sono state messe nella green list e dunque chi proviene da Maiorca, Minorca, Ibiza e Formentera può fare ingresso in Gran Bretagna facendo solo un Covid test che, in caso di risultato positivo, impone naturalmente l’isolamento. (di Chiara Acampora per Ansa)

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