Scelte forti per le ciclabili a Roma. Il sogno? Corso Vittorio per le bici

Manuel Massimo direttore di Bikeitalia.it: “A Roma serve un sistema che metta a rete i pezzi di ciclabile. Si prenda esempio da Parigi”

“Serve un progetto di rete per le ciclabili romane, e soprattutto che l’amministrazione comunale abbia le idee chiare”. Manuel Massimo dirige il sito web Bikeitalia.it, ed è uno dei massimi conoscitori della mobilità dolce, quella sulle due ruote spinte dai pedali. La bicicletta a Roma dopo i lockdown è diventato un mezzo di trasporti per tanti, ma ancora è poco percepito dai romani, soprattutto dagli automobilisti.

Le ciclabili nei parchi non servono per gli spostamenti quotidiani 

L’assessore alla Mobilità Patanè di recente ha sostenuto che 5.700 chilometri di strade, 330 chilometri di ciclabili di cui però circa 100 nei parchi. In sostanza anche i vialetti di Villa Pamphili risultano adatti alla bicicletta, ma questo può andare bene se si ha una mountain bike o una gravel, molto memo se si viaggia con una cargobike o una bici da passeggio.

Serviranno i 54 km di piste annunciate dal Campidoglio?

L’amministrazione capitolina ha annunciato 54 chilometri di nuove piste ciclabili, ma bisogna ancora capire se queste diventeranno una rete di trasporto alternativa all’auto o al trasporto pubblico. Nel frattempo, saranno riviste alcune piste che, secondo i residenti, hanno denunciato criticità. Vedi il percorso di via Gregorio VII, che sarà spostato sul marciapiede diventando così ciclo pedonale. In quest’ultimo caso, i residenti si sono lamentati del fatto che la careggiata per le auto è stata ridotta troppo, ma è vero che gli ingorghi avvengono anche per colpa della doppia fila.

Il Comune faccia scelte forti come a Parigi

“Bisogna fare scelte forti – ci dice Massimo – Un segnale forte sarebbe chiudere Corso Vittorio Emanuele II al traffico e farne una strada solo per bus, tram e bici. Oppure piazza Venezia, ma in quel caso in tanti muovono obiezioni sul passaggio delle auto. Bisogna fare scelte forti, come a Parigi, dove ci sono mille chilometri di ciclabili anche grazie al fatto che intere strade sono state chiuse al traffico veicolare”.

Il Grab? Difficile entro il 2025

Sullo sfondo c’è sempre il Grab, il Grande raccordo anulare delle bici. L’intervento è stato già finanziato ma realizzarlo entro il 2025 al direttore di Bikeitalia.it pare non facile per i tempi, anche se è una grande opportunità di sviluppo per la ciclabilità a Roma. Dunque nel breve termine bisogna guardare anche a interventi come l’attivazione di zone 30 che comunque dovranno aggiungersi al Grab.

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