Scuola: la crescita dei contagi non ferma le occupazioni, a Roma sono 50

Mario Rusconi, a capo dell'Anp della Capitale, chiede di "bloccare definitivamente la dilagante moda di occupare le scuole in autunno, da parte di una minoranza di studenti a scapito della maggioranza". I prof di un liceo, l'Augusto, scrivono direttamente ai loro alunni mettendoli in guardia sul "rischio focolai" all'interno dell'istituto occupato

Un'occupazione nel novembre 2017

La crescita dei contagi non ferma la protesta degli studenti che, solo a Roma ha portato un’ondata di occupazioni stimata dai presidi tra le 40 e le 50.

Mario Rusconi, a capo dell’Anp della Capitale, chiede di “bloccare definitivamente la dilagante moda di occupare le scuole in autunno, da parte di una minoranza di studenti a scapito della maggioranza”. I prof di un liceo, l’Augusto, scrivono direttamente ai loro alunni mettendoli in guardia sul “rischio focolai” all’interno dell’istituto occupato. Ma la stagione calda della protesta studentesca non sembra volersi arrestare.

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Nel mirino dei ragazzi ci sono i problemi strutturali della scuola, aggravati dalla pandemia e dalla Dad. A spiegarlo chiaramente ci hanno pensato, di recente, i giovani che hanno occupato il liceo Farnesina: “Riteniamo che la pandemia abbia solo peggiorato una situazione già catastrofica”, “ormai ci è impossibile ignorare l’inettitudine del governo nella gestione del sistema scolastico italiano”. L’impegno messo nero su bianco dagli alunni è per “il rispetto per le normative vigenti” in materia di Covid, “motivo per cui ogni studente all’interno si è reso disponibile a mostrare la propria certificazione verde”. Di “ricorso saltuario” ai dispositivi di protezione durante l’occupazione, parlano invece, i docenti dell’Augusto citando anche “testimonianze oculari”.

“È necessario mettere immediatamente fine alla situazione di illegalità”, sostengono. Camilla Volante, coordinatrice della rete degli studenti medi del Lazio, riferisce che nelle occupazioni di cui ha conoscenza “i ragazzi stanno prendendo tutte le precauzioni. Cercano di stare maggiormente in luoghi all’aperto e non al chiuso tutti insieme, ricordando al megafono di mettere le mascherine. Magari c’è il singolo studente disattento ma, ecco, sono casi isolati”. Il ragionamento è questo: “Sono giovani e hanno quasi tutti due dosi, quindi sono accorti ma non hanno paura” del Covid. Volante coglie l’occasione anche per sottolineare come, con Omicron in arrivo, sarebbe necessario aprire la terza dose anche agli under 18.

“Ci affidiamo alla scienza sapendo che quando ne hanno avuto la possibilità, se non ostacolati dalle convinzioni di alcune famiglie, gli studenti lo hanno fatto convintamente”, le fa eco il coordinatore nazionale della rete degli studenti medi Tommaso Biancuzzi. Secondo il quale, anche i più giovani “dovrebbero essere liberi di scegliere il vaccino e non sottoposti alla potestà genitoriale”. Tornando alla protesta che dilaga nelle scuole, per l’Anp “i ragazzi vanno ascoltati, perché insieme ai professori, vivono la scuola quotidianamente per cui conoscono da dentro le mancanze e i problemi che l’affliggono. Tuttavia siamo convinti che la forma di protesta delle occupazioni non porti ad alcun risultato, anzi finisce coll’aggravare le situazioni di diverse scuole”. (Paola Lo Mele per Ansa)

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