Sindacati inquilini: bloccato sfratto a Colli Albani di una donna con tre figli

Uno dei quali, minorenne e gravemente ammalato. Dopo due ore di trattative, grazie all'intervento Unione inquilini, Sicet e Sunia di un rappresentante della Caritas, della consigliera municipale Emanuela Ammarata e dei consiglieri capitolini entranti, Yuri Trombetti e Alessandro Luparelli, l'ufficiale giudiziario ha rinviato lo sfratto al 30 novembre per dare la possibilità al Comune di trovare una sistemazione adeguata alla famiglia

I sindacati degli inquilini, Unione inquilini, Sicet e Sunia, riferiscono del blocco di uno sfratto esecutivo stamane nei confronti di una donna con tre figli, di cui uno minorenne gravemente malato, in zona Colli Albani dove sono intervenute le forze dell’ordine. A termine di due ore di trattative “grazie all’intervento dei sindacati e di un rappresentante della Caritas, della consigliera municipale Emanuela Ammarata e dei consiglieri capitolini entranti, Yuri Trombetti e Alessandro Luparelli, l’ufficiale giudiziario ha rinviato lo sfratto al 30 novembre per dare la possibilità al Comune di trovare una sistemazione adeguata alla famiglia”, si legge in una nota dei sindacati, i quali chiariscono anche che “i consiglieri presenti hanno dato la loro disponibilità a sollecitare gli uffici competenti” e si sono detti “fiduciosi di trovare una soluzione”.

Per i sindacati “quanto accaduto oggi dimostra che le criticità rappresentate al prefetto nel corso dell’ultimo incontro svolto, relativamente alla necessità di una comunicazione all’inquilino con ampio preavviso (almeno 2 mesi) sull’esecuzione dello sfratto e il coinvolgimento dei servizi sociali, sono il vero impedimento alla possibilità di garantire il passaggio di casa in casa. Il risultato ottenuto oggi deve divenire una prassi per tutti gli sfratti che ogni giorno vengono eseguiti, il Comune non può più delegare a nessuno la gestione di soluzioni alternative per tutte le famiglie con reddito basso, per non incrementare il già ingestibile numero dei senza fissa dimora e generare nuove emarginazioni. Chiediamo alla prefettura – concludono i sindacati – la riconvocazione del tavolo, con la presenza di tutti i soggetti coinvolti, affinché i soggetti istituzionali preposti diano riscontro alla nostra richiesta di garantire il passaggio di casa in casa, condizione necessaria per porre in essere una fluida esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli alloggi”.

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