Tornano i controllori sui bus, vigileranno anche sulle norme anti-Covid

Queste le nuove linee guida sul trasporto pubblico decise dal ministero che domani incontrerà le Regioni. La proposta non convince i sindacati che chiedono più risorse per personale dedicato, evitando che l'incombenza sia poi scaricata sugli autisti. A Roma Atac ha 1.500 vetture in servizio ogni giorno, in tre turni: serviranno quindi almeno 5mila addetti

Non solo controllare i biglietti ma anche accertarsi della corretta applicazione delle misure anti-Covid: dalla capienza all’80% al distanziamento, fino al corretto utilizzo della mascherina.

Questi i nuovi compiti dei controllori, che tornano sugli autobus delle città, secondo le linee guida sul trasporto inviate dal ministero al Cts e anche alle Regioni che dovranno poi costruire ciascuna il proprio piano di trasporto pubblico locale.

Quello del controllo è un tema “cruciale”, ha detto il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, che incontrerà domani mattina i presidenti delle Regioni proprio sui piani di Tpl in vista della ripresa delle attività e delle scuole a settembre.

“Ci incontreremo giovedì con i presidenti delle regioni. Il Governo ha messo in campo risorse senza precedenti”, ha sottolineato il ministro, spiegando che “per il secondo semestre dell’anno ci sono oltre 600 milioni di euro per i servizi aggiuntivi che le regioni devono mettere in campo sulla base dei tavoli prefettizi cioè i luoghi dove provincia per provincia viene fatta la pianificazione e 800 milioni per compensare i maggiori costi” e le perdite legati alla pandemia da Covid. Sulle linee guida sono intervenuti i sindacati, chiedendo di essere coinvolti nella messa a punto dei piani di Tpl.

“Siano oggetto di confronto con le parti sociali e sia estesa la partecipazione ai tavoli prefettizi anche al sindacato”, sottolineano Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, avvertendo quindi che il ritorno del controllo sui mezzi pubblici, con nuovi compiti, “porrà problemi di gestione non facili se non ci si confronta su come e con quale personale verrà svolta tale attività”. E “nessuno pensi che il controllo sui bus ricada sugli autisti”, affermano le tre sigle sindacali, sollecitando uno stanziamento di “risorse aggiuntive” per reperire nuovo personale. Anche per l’Usb “i controlli non spettano ai lavoratori”.

Tra le raccomandazioni contenute nelle linee guida c’è quella di “differenziare” l’orario di lavoro, le aperture di uffici e negozi, delle scuole e dei servizi pubblici, con ampie finestre di inizio e fine di attività, per prevenire i rischi di aggregazione. Per le scuole poi “risulta fondamentale l’attività dei Tavoli prefettizi”, per raccordare gli orari delle attività didattiche con quelli del trasporto pubblico locale. Viene quindi “fortemente auspicato” l’aumento delle corse, soprattutto durante le ore di punta. Le misure “di sistema” sugli orari di lavoro e di scuola “vanno modulate in relazione alle esigenze del territorio e al bacino di utenza di riferimento, avendo come riferimento quantitativo la necessità di ridurre in modo consistente i picchi di utilizzo del trasporto pubblico collettivo presenti nel periodo antecedente l’emergenza sanitaria” ed “è raccomandata, quando possibile, l’incentivazione della mobilità sostenibile”.

Sulle metropolitane, sugli autobus e su tutti i mezzi di trasporto pubblico regionale e locale devono essere poi “installati appositi dispenser” per igienizzare le mani, viene anche sottolineato nelle linee guida. Nelle stazioni della metropolitana è necessario, tra l’altro, prevedere l’utilizzo dei sistemi di videosorveglianza e telecamere intelligenti per monitorare i flussi ed evitare assembramenti.

A Roma l’Atac a maggio ha riattivato il servizio di controllo biglietti a bordo vetture di superficie e della linea metroferroviaria. Il servizio era sospeso da oltre un anno a causa dell’emergenza Covid, e con la riattivazione è stato adottato un protocollo rafforzato a tutela di clienti e dipendenti.

Ma con le nuove linee guida l’azienda dovrà rafforzare il numero di addetti. Atac, infatti, conta 1.500 vetture in servizio ogni giorno, in tre turni: significa poter disporre di almeno 5mila addetti. Per ora – si commenta in ambienti Atac – è un atto d’indirizzo generico, servirà attendere le Regioni, a cui tocca predisporre il piano di trasporto pubblico, poi sarà la volta del Comune di Roma e quindi, a cascata, dell’azienda. (fonte Ansa)

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