Forse 40, forse decine, forse centinaia, ma ancora non si sa con precisione quanti sono i morti e i feriti, perché la tragedia di fuoco, crolli ed esplosioni che ha stravolto la notte di Capodanno di Crans Montana è stata una vera catastrofe.
Nel locale Le Constellation è successo l’inferno e il fatto che fosse in posizione centralissima, proprio sulla via principale e facile da raggiungere dai residenti, dai vacanzieri e anche dai reduci da un giro di shopping rende la tragedia ancora più assurda e ferisce la cittadina proprio al cuore.
Crans è bellissima in qualunque stagione tu scelga di andarci, ma in inverno è una vera favola di neve e luci, le piste sono ampie e lunghe, gli alberghi e le case costruite con cura e gran gusto: insomma un posto di lusso, di vero lusso. Tanti italiani la scelgono proprio per la sua composta eleganza molto lontana da quel defilè di nuovi ricchi che è diventata Cortina.
Ora chi è lì, penso, si sia tirato da parte per il dolore, il raccapriccio e per non intralciare il lavoro dei soccorritori.
Tutto è ancora provvisorio e in costante aggiornamento perché le operazioni sono lunghe, difficili e molto complicate anche per la posizione centrale del locale; così anche il numero delle vittime e dei feriti non è certo.
Tantissime testate estere hanno dato ampio spazio alla notizia di questo dramma che colpisce tutti in giornate che dovrebbero essere di sola festa.
Mentre il numero delle vittime e dei feriti è ancora incerto la Farnesina è in continuo contatto con i suoi referenti per appurare la presenza di italiani nell’esplosione: una profonda ferita nera sul bianco della neve e fra le luci di un Capodanno che non sarà mai più lo stesso