Vaccini per immigrati e poveri, la richiesta della Caritas

Il poliambulatorio e le parrocchie hanno fatto uno sforzo incredibile nel 2020 e nel 2021, per dare assistenza sanitaria, economica e psicologica. Tanti senza dimora e stranieri in attesa di permesso di soggiorno rischiano di non essere vaccinati

Una città in ginocchio per colpa della pandemia, che però ha resistito anche per merito del Terzo Settore. Una presenza costante e ramificata, un riferimento nel territorio e un presidio per le relazioni. Questo sono state le 206 Caritas parrocchiali nella diocesi di Roma in questo tempo di pandemia. Emerge dal rapporto “Salute e fragilità sociale in tempo di pandemia: un punto di vista” di Caritas Rm.

Alle paure iniziali e allo sgomento iniziali, che hanno visto la sospensione delle attività pastorali in presenza durante il lockdown, è seguita una fase di riorganizzazione che ha permesso di strutturare una rete con 137 presidii che hanno accolto oltre 21 mila famiglie con aiuti alimentari e misure specifiche di sostegno al reddito e di inserimento lavorativo: pacchi alimentari, empori, buoni spesa, Fondo anticrisi, Fondo “Gesù Divino Lavoratore”. I poveri nella Capitale, anche per colpa del Covid, sono in aumento.

Duemila pazienti al Poliambulatorio Caritas

Nel 2020 in tutti i servizi dell’Area sanitaria sono state erogate direttamente oltre 18.462 prestazioni sanitarie a oltre 2.000 persone provenienti da 107 nazioni.

Il Poliambulatorio non ha mai interrotto la propria attività, pur modulandola sulla base dei rapidi mutamenti di scenario e rimanendo di fatto uno dei pochi centri di cure primarie sul territorio romano che hanno garantito in presenza (anche durante il primo lockdown) triage, visite mediche indifferibili, dispensazione di farmaci da parte di personale medico e interventi di medicheria.

In tutto il 2020 sono state visitate 1.971 persone, di cui 830 accedevano per la prima volta al servizio e 1.141 vecchi pazienti tornati per vari bisogni sanitari. Sono state effettuati complessivamente oltre circa 7.500 interventi di triage COVID-19 (da marzo a dicembre 2020), consistito in interviste per verificare la presenza di eventuali sintomi o indicatori di possibile infezione da coronavirus in atto; al momento del triage veniva inoltre consegnata mascherina chirurgica e gel igienizzante.

 Le parrocchie, una rete solida

Da un sondaggio realizzato nel giugno 2021, tra le 87 Parrocchie che hanno risposto, il 18% ha affermato di essere impegnato sul fronte sanitario:

  • il 47% con attività di “consulenza psicologica”;
  • il 36% con attività di “dispensazione e raccolta farmaci”;
  • il 34% con attività di “ambulatorio, visite mediche, visite specialistiche”;
  • il 18% con attività di “collaborazioni con associazioni del territorio per visite mediche”.

Tra le richieste ricevute, anche tra le Parrocchie che non hanno attivi servizi sanitari, emergono:

  • 81%, “sostegno per acquisto di farmaci”;
  • 47%, “sostegno al pagamento di ticket sanitario”;
  • 44%, “accompagno a visite mediche”;
  • 28%, “sostegno per il reperimento di mascherine”;
  • 22%, “visite mediche specialistiche”;
  • 9%, “cure odontoiatriche”.

E poi c’è un 70% delle famiglie che si rivolge alla parrocchia per motivi economici. Nel corso del 2020 il numero delle persone assistite dalle parrocchie ha visto un aumento dell’89% che in alcuni casi è arrivato a decuplicare le presenze.

Gli esclusi dal vaccino

C’è poi il rischio che tante, troppe persone non riescano ad accedere ai vaccini, cosa ancor più grave ora che è esplosa la variante Delta. E questi sono:

  • Immigrati senza un permesso di soggiorno (circa il 8% degli stranieri regolari, circa 31.000). Al 31 dicembre 2020 nella Regione Lazio sono stati registrati 13.947 STP e 2.813 ENI;
  • stranieri che hanno fatto domanda di regolarizzazione. Nella Regione Lazio sono state presentate 19.985 domande per Lavoro domestico e 3.419 per Lavoro subordinato;
  • immigrati accolti in strutture d’accoglienze governative e locali: nel Lazio al 30 giugno 2021, sono 6.898 (72,6% in centri d’accoglienza straordinari – CAS);
  • minori stranieri non accompagnati (346 quelli censiti dal Ministero del lavoro e accolti nel Lazio), le persone vittime di tratta, accolte in specifiche strutture;
  • rom, sinti e camminanti (solo nell’area di Roma capitale circa 6.000) che vivono in campi di fortuna;
  • persone, italiane e straniere, presenti in insediamenti informali, ghetti, palazzi occupati (circa 11.000 in almeno 82 siti);
  • senza dimora, italiani e stranieri (circa 8.000).

 

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