18 Giugno 2021
Il meteo a Roma

Zètema apre la caccia al nuovo catering della Limonaia

Cambio di gestione in vista per lo storico ristorante di Villa Torlonia, molto amato dai romani

E’ da sempre uno dei punti di ritrovo più amati dai romani, specialmente nella bella stagione. La Limonaia, il ristorante di Villa Torlonia, potrebbe presto cambiare gestione. Zètema, il gestore degli spazi culturali pubblici, ha infatti appena indetto la gara per individuare la ditta di ristorazione cui affidare il ristorante.

“La procedura”, si legge nei documenti di gara, “ha ad oggetto l’affidamento in concessione del servizio di ristorazione e caffetteria presso il punto di ristoro della Limonaia, sito in Roma all’interno del parco di Villa Torlonia, con contestuale concessione degli spazi interni ed esterni, descritti ed individuati nel Capitolato d’oneri e negli elaborati allegati, previa fornitura, a cura e spese del Concessionario, degli allestimenti, arredi, macchinari e attrezzature necessari all’espletamento del servizio”

“La durata della concessione decorre, presumibilmente, dal 1 giugno 2018 e termina il 31 dicembre 2019, fatta salva la facoltà di Zètema di rinnovare l’affidamento di anno in anno, per un periodo massimo di ulteriori 2 (due) anni”. Per assicurarsi la concessione, Zètema chiede una base d’asta di 3,4 milioni, per un massimo di due anni.

Intanto, nei giorni scorsi, la società per la cultura è finita oggetto delle accuse dei sindacati, che denunciano l’assenza di organico. “La ormai cronica carenza di personale Zètema sta creando situazioni sempre più problematiche e di difficile gestione”, ha fatto sapere l’Usb. “Il blocco delle assunzioni – decisione assurda presa a suo tempo dalla Giunta Marino e confermata dall’attuale Giunta Raggi – dura ormai da 4 anni e sta rendendo Zètema un’azienda in forte carenza di organico, almeno per quanto riguarda le sedi museali”.

Com’era facilmente prevedibile, secondo il sindacato “neanche la ricollocazione del personale ex Macro è stata sufficiente per andare a coprire tali carenze. Da mesi la Società cerca di supplire a tale problema, chiedendo in modo quotidiano e sistematico ai lavoratori di allungare il proprio turno di lavoro ben oltre le 6 ore di turno ufficiale. Misura che dimostra le gravi carenze del personale e che è peraltro ben lungi dal risolvere”.

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