Alla Camilluccia c’era una volta villa Petacci

Realizzata tra il 1938 e il 1939 per la famiglia della più famosa tra le amanti di Mussolini, fu abbattuta nel 1975

Chi percorre via della Camilluccia non se ne sarà mai accorto. E non avrebbe potuto essere altrimenti visto che la villa non esiste da decenni, ormai. Eppure Villa Petacci, civico n.355, sorgeva proprio lì, costruita dagli Architetti Luccichenti e Monaco tra il 1938 e il 1939 per la famiglia dell’amante più famosa di Benito Mussolini, Claretta Petacci. Era un tipico esempio dell’architettura degli anni Trenta. Fu costruita in una zona fuori dal centro città, motivo per cui alcuni storici la ricordano come Villa Camilluccia.

Linee essenziali a disegnare l’imponente vetrata del piano terreno che permetteva il collegamento diretto con il giardino. La scala elicoidale che conduce alla terrazza appare una citazione di quella della Gil di Trastevere di Luigi Moretti. Un capolavoro di architettura andato perduto per sempre e che ha intrecciato parte della storia, tragica, italiana. Con la caduta del regime e la drammatica fine di Claretta, la famiglia Petacci cadde in disgrazia e la villa fu confiscata.

Nel novembre del 1944 vi si insediò l’Amministrazione guidata dal principe Filippo Doria Pamphili e il Tribunale di Roma dispose il sequestro di tutti i beni della famiglia Mussolini ma la sentenza venne estesa ai parenti comprendendo anche la famiglia Petacci e la villa. Nel dopoguerra fu data in affitto all’Omni come orfanotrofio, poi divenne Palazzi Restaurant. Nel 1975 venne abbattuta, forse per “Damnatio memoriae”, ed attualmente nel nuovo edificio, vi è la sede dell’Ambasciata dell’Iraq.

(Foto Roma Saprita)

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