15 Giugno 2021
Il meteo a Roma

Brizzi, il dramma di una Nazione (e di un uomo) ostaggio di se stessa

Il caso surreale del regista romano dimostra solo una cosa. Che i processi non si fanno più nei tribunali

La formula è di quelle che non ammettono repliche. “Il fatto non sussiste”. Fausto Brizzi, almeno secondo i magistrati della procura di Roma, non ha commesso violenza sessuali su attrici o aspiranti tali. Che bella notizia. Peccato che nessuno abbia calcolato il male umano al quale il regista romano è stato sottoposto. Un miracolo se la sua famiglia non è andata in pezzi, se non è caduto in depressione o peggio non ha commesso gesti sconsiderati.

A qualcuno (le accuse erano diverse e di ben altro calibro, d’accordo) andò peggio. Quell’Enzo Tortora che ci rimise la salute tanto da andarsene un anno dopo l’assoluzione. La verità è che Brizzi è stato fatto a pezzi pe niente. Un servizio tv che lo avrebbe inchiodato alle sue responsabilità. Niente di tutto questo. Quella violenza non c’è mai stata per la magistratura.

E adesso? Chi ridarà credibilità a Brizzi? E la sua famiglia, sarà più quella di prima? E con quali occhi potrà un giorno spiegare questo massacro a sua figlia. Nessuno è un santo sulla Terra, ovvio. Ma nessuno merità di essere linciato al primo tweet o alla prima malalingua. Il caso Brizzi dimostra solo una cosa. Che la giustizia non si fa più nei tribunali. Aveva ragione Carlo Verdone, i processi si fanno nella aule.

 

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