Calca alla mostra di Klimt, sale sovraffollate. Chi controlla?

Fino a 25 persone in aeree non più grandi una trentina di metri quadrati, areazione scarsa, Gente accalcata attorno ai quadri più belli. In tempi di Covid situazione insostenibile

Calca alla mostra di Klimt
Calca alla mostra di Klimt

Da giorni la mostra su Gustav Klimt a palazzo Braschi registra il tutto esaurito. Per assicurarsi i biglietti bisogna prenotarsi on line diversi giorni prima. Ne vale davvero la pena vista la qualità selle opere esposte, ma bisogna armarsi anche di tanta pazienza. Chi infatti ha organizzato l’esposizione non ha ben chiaro il concetto di sovraffollamento in tempi di Covid. 

Siamo andati ieri mattina, alle 10.20, il secondo orario d’entrata disponibile. Abbiamo optato per questa possibilità convinti che fosse la soluzione meno inflazionata visto che la mostra apre alle 10, dunque in sostanza non avremmo risentito della calca dovuta alle entrate precedenti. E invece: sale iperaffollate, fila all’entrata.

Soprattutto nelle prime sale abbiamo contato almeno 25 visitatori per uno spazio non più grande di 30-40 metri quadrati. Inoltre, ma è comprensibile, molte persone si accalcavano attorno agli stessi quadri di Klimt , e questo ha reso la situazione davvero insostenibile. Tra l’altro, l’areazione è piuttosto scarsa visto che le finestre sono chiuse. Anche alcuni custodi ci sono sembrati preoccupati e ci hanno invitato a segnalare a Zetema, la società partecipata al 100% da Roma Capitale che opera nel settore Cultura che ha organizzato l’esposizione. Tra l’altro alcuni dei custodi sono forniti in appalto dalla società H501, hanno contratti precari e guadagnano molto meno dei loro colleghi assunti da Zetema.

 

Una situazione paradossale se si considera che a poche centinaia di metri, all’aperto, è  indispensabile indossare la mascherina, e che via del Corso è stata più volte chiusa proprio per il sovraffollamento. Inoltre per il Capodanno non si potranno dare feste all’aperto. I musei invece rischiano di essere luoghi dove la gente si accalca.

Sulla mostra nulla da dire, anche se un po’ cara: 14 euro. “Klimt. La secessione e l’Italia”: è, infatti, la prima volta che un così grande numero di opere del maestro approda nella capitale. Fra queste, anche quelle che probabilmente sono le più conosciute dal pubblico, anche quello meno esperto: Il Bacio, la Giuditta, la Signora in Bianco, il Ritratto di Signora. Oltre alle opere di Klimt, la mostra ospita alcuni artisti che presero parte al movimento conosciuto come “secessione viennese” o austriaca, come Carl Moll, Johann Victor Krämer o Koloman Moser.

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