Da Ligabue al cinema sotto le stelle, a Roma fine settimana ricco di eventi

variegato programma di appuntamenti diffusi che attraversano l'intero territorio cittadino, dai grandi palcoscenici del centro alle piazze e le strade di tutti i Municipi.

Spettacolo dal vivo, grande musica, letture sotto le stelle, teatro, arte, incontri e cinema d’autore: la stagione culturale della Capitale entra nel vivo con un variegato programma di appuntamenti diffusi che attraversano l’intero territorio cittadino, dai grandi palcoscenici del centro alle piazze e le strade di tutti i Municipi. Con l’estate alle porte si è aperta, nella Capitale, la stagione dei grandi live musicali. Si inizia con la chiusura di Roma in Musica al Parco Schuster con una vera e propria jam session che rimetterà ancora una volta al centro la dimensione collettiva della musica. La giornata si articolerà in diversi momenti: il pomeriggio sarà aperto all’iscrizione di musicisti provenienti dalle scuole di musica che collaborano con l’evento, mentre la sera protagonista sarà un set guidato proprio dal direttore artistico Daniele Silvestri, in cui si alterneranno sul palco anche artiste e artisti noti della scena musicale. Protagonista della chiusura sarà un inedito intreccio con la ricca espressività della scena rap romana. Appuntamento alle ore 18.

Il 12 giugno prende il via la stagione 2026 del Roma Summer Fest, il cartellone di concerti estivi proposto dalla Fondazione Musica per Roma nella cavea dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. L’apertura è affidata a Gio Evan con il debutto del suo nuovo tour Extra Terreste in cui fonde musica, comicità e spiritualità in un percorso intimo incentrato sul confine sottile tra cura e controllo. La programmazione prosegue il 13 giugno con Serena Brancale, l’eclettica polistrumentista pugliese che porterà dal vivo la sua personale fusione di jazz, soul, musica elettronica e dialetto, dando vita a una performance dal groove travolgente. Inaugura il 13 giugno, invece, Summertime 2026, la stagione estiva della Casa del Jazz, che si apre con l’attesa reunion dello storico Paf Trio. Il concerto ripropone una formazione di primo piano del jazz contemporaneo che sul palco nel giardino di Villa Osio, vedrà protagonisti Paolo Fresu alla tromba e flicorno, Antonello Salis al pianoforte e fisarmonica e Furio Di Castri al contrabbasso. Il giorno successivo, 14 giugno, la scena passa ai Doctor 3, trio composto da Danilo Rea al pianoforte, Enzo Pietropaoli al contrabbasso e Fabrizio Sferra alla batteria. La serata è un omaggio musicale al regista Ettore Scola, a dieci anni dalla scomparsa: la formazione rileggerà le celebri colonne sonore composte da Armando Trovajoli per i suoi film, celebrando uno dei sodalizi più fecondi del cinema italiano. Luciano Ligabue sarà in concerto a Roma, all’Olimpico sabato 12. Annunciato anche l’allestimento del Ligavillage, aperto a partire dalle ore 17:00.

Torna anche quest’anno OperaCamion, il progetto itinerante del Teatro dell’Opera di Roma che trasforma un TIR in un palcoscenico mobile, portando la lirica nelle piazze e nei quartieri della Capitale. Fino al 17 giugno, cittadine e cittadini potranno assistere gratuitamente alla nuova tournée che porta in scena Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, in un allestimento che rimodula l’architettura monumentale dell’opera lirica per il contesto urbano senza alterare la ricchezza della partitura originale, avvalendosi anche della partecipazione dei cori del territorio capitolino. La tournée, questo fine settimana arriva il 13 giugno a Palmarola/Selva Candida in viale Antonio Gandin, il 14 giugno a Ostia Lido in piazza Sirio, il 16 giugno a Casal de’ Pazzi nel parcheggio del Mercato Rionale di via Comte, per concludersi il 17 giugno in largo Brodolini a Valmontone. Torna sul podio ceciliano Charles Dutoit, apprezzato direttore a cui è riservato il penultimo concerti della stagione sinfonica 25-26. L’ultimo appuntamento concertistico, prima della stagione estiva, è infatti previsto questa sera alle ore 20, sabato 13 alle ore 18 e lunedì 15 giugno alle ore 20, in Sala Santa Cecilia. Dutoit dirigerà La Damnation de Faust di Hector Berlioz con Orchestra, Coro e Voci Bianche di Santa Cecilia; con lui sul palco anche il mezzosoprano Marianne Crebassa, il tenore Julien Dran e i bassi John Relyea e Jonathan Lemalu.

La “leggenda drammatica” di Berlioz torna a risuonare nella sala Santa Cecilia a vent’anni dall’ultima esecuzione del 2006, allora guidata da Sir Antonio Pappano, durante il suo incarico come Direttore Musicale. Il mito di Faust, da Marlowe a Goethe, ha sempre rappresentato l’eterna lotta dell’uomo contro i propri limiti, e Berlioz mette in musica questa parabola emotiva, compiendo però un distanziamento dalla fonte originale: se Goethe promette la salvezza, Berlioz capovolge l’esito facendo precipitare il protagonista verso la dannazione. Ne nasce un affresco sonoro che vede Faust (interpretato dal tenore Julien Dran) trascinato in una spirale di disperazione esistenziale, tra danze contadine, marce militari e taverne fumose, fino all’illusione dell’amore perfetto con Marguerite. Concepita dall’autore come légende dramatique per l’esecuzione in forma di concerto, la partitura rinuncia alla linearità teatrale per ragionare con una logica di stacchi fulminei e quadri sonori indipendenti. Una potenza visiva quasi cinematografica, tale da folgorare Georges Méliès, pioniere della settima arte, che nel 1903 vi si ispirò per il suo cortometraggio Faust aux enfers. Il culmine di questo viaggio è la “Cavalcata verso l’abisso”, una pagina di grande audacia orchestrale: un galoppo infernale verso la dannazione eterna, dalle atmosfere quasi cinematografiche e visionarie. Proprio per dare un suono all’Inferno, Berlioz spoglia il coro delle parole umane e inventa una lingua demoniaca artificiale (“Has! Irimiru Karabrao!”): un idioma fatto di suoni gutturali e fricativi che anticipa di oltre un secolo le avanguardie del Novecento, mutando la voce in puro rumore.

Prosegue inoltre la rassegna “Fai bei suoni 2026” con un nuovo appuntamento dedicato a uno dei più grandi protagonisti della musica italiana del Novecento. Sabato 13 giugno, alle ore 21.30, il Museo del Saxofono di Maccarese ospiterà “I Carosoni – Swing Italiano”, uno spettacolo che rende omaggio all’arte e al repertorio di Renato Carosone. Attraverso un coinvolgente viaggio tra jazz, swing, ironia e le melodie che hanno segnato la storia della musica italiana, la formazione riproporrà alcuni dei brani più celebri del grande artista napoletano, tra cui l’intramontabile Tu vuò fà l’americano, restituendo al pubblico le atmosfere brillanti e l’energia degli anni Cinquanta. Per la Stagione 2025/2026 del Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro Costanzi ospita per la prima volta, fino al 14 giugno, Sogno di una notte di mezza estate firmato da George Balanchine e ispirato alla celebre commedia di William Shakespeare. Creato nel 1962 per il New York City Ballet, questo lavoro in due atti fonde la tradizione del balletto narrativo con la pantomima, incentrando lo sviluppo drammaturgico sulla figura magica e ironica di Puck. L’apparato visivo, concepito per ricreare l’atmosfera fantastica della partitura shakespeariana, presenta le scene e i costumi firmati da Gianluca Falaschi. Le musiche di Felix Mendelssohn Bartholdy sono eseguite dall’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma sotto la direzione di Karen Durgaryan, con l’apporto del Coro guidato da Ciro Visco. Sul palco étoiles, primi ballerini, solisti e il Corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, insieme ai giovani allievi della Scuola di Danza della fondazione capitolina. Tra i principali interpreti si alterneranno in scena Alessandra Amato, Susanna Salvi, Alessio Rezza, Federica Maine, Marianna Suriano, Simone Agrò, Claudio Cocino e Michele Satriano.

In occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia 2026, promosse dal Ministero della Cultura, la Soprintendenza Speciale di Roma partecipa con un programma di aperture straordinarie, visite guidate e attività inclusive dedicate a pubblici di tutte le età, in programma dal 12 al 14 giugno 2026. Tra gli appuntamenti più attesi spicca l’apertura, il 12 giugno, della Villa al Cimitero Flaminio, eccezionale testimonianza archeologica chiusa da oltre 15 anni e appena restaurata con un nuovo percorso di visita. Questa domus aristocratica era affiancata da un mausoleo di famiglia che rappresenta la prima attestazione di uso funerario dell’area del Cimitero Flaminio, il più grande d’Italia. Da non perdere la possibilità di visitare gli Horti Domitia Lucilla, all’interno del complesso ospedaliero San Giovanni-Addolorata. Questo straordinario sito consente di compiere un viaggio nella parte produttiva della vasta proprietà appartenuta a Domitia Lucilla, madre dell’imperatore Marco Aurelio. Cortili porticati, vasche, aree di stoccaggio e tabernæ affacciate su una strada basolata,raccontano la vita quotidiana di una delle più importanti residenze suburbane dell’antica Roma. Particolare attenzione è riservata alle famiglie e ai più piccoli con iniziative in programma alle Terme di Caracalla e all’Arco di Malborghetto. Domenica 14 giugno il Servizio Educativo della Soprintendenza propone Un giorno alle terme di Caracalla, laboratorio dedicato ai bambini dai 3 ai 6 anni. Attraverso attività ludiche e didattiche, i partecipanti potranno avvicinarsi al mondo romano e comprendere il ruolo che le terme avevano nella vita quotidiana degli antichi cittadini. Dal 12 al 14 giugno, anche il sito di Malborghetto accoglierà famiglie e bambini con visite guidate all’Arco di Costantino e alla mostra Memorie Archeologiche di Pellegrini e Giubilei, laboratori dedicati alle tecniche costruttive romane, alla Via Flaminia e alla figura del pellegrino, oltre a percorsi interattivi e installazioni accessibili pensati per coinvolgere visitatori di tutte le età in un’esperienza di scoperta e partecipazione.

Anche il Drugstore Museum ospiterà, in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi e la Cooperativa Il Treno 33, un laboratorio e visite guidate accessibili per bambine e bambini dai 6 anni, alla scoperta dei miti e delle credenze dell’antica Roma. Completano il programma le aperture dell’area archeologica di Santa Croce in Gerusalemme, dove sarà possibile visitare il sito archeologico e scoprire il progetto in corso per il nuovo allestimento e valorizzazione del sito. Fino al 14 giugno, nel Palazzetto Mattei all’interno di Villa Celimontana, torna il racconto del mondo del Festival della Letteratura di Viaggio, proposto dalla Società Geografica Italiana e giunto alla XVII edizione. Un appuntamento dedicato al viaggio inteso non solo come spostamento nello spazio e crocevia di culture, ma quale strumento di conoscenza e interpretazione del presente, attraverso diverse forme espressive: letteratura, giornalismo, fotografia, tv, teatro, musica, podcast, fumetto e nuove narrazioni multimediali. L’estate a Roma è caratterizzata dalle arene cinematografiche. Prende il via sabato 13 giugno da Cesano, infatti, la terza edizione di Cortili di Cinema, che fino al 19 luglio porterà il grande schermo nei cortili delle scuole del territorio, trasformandoli in luoghi di incontro, cultura e partecipazione aperti a tutta la cittadinanza. Dopo il successo delle precedenti edizioni, il progetto torna a confermare il valore del cinema come esperienza collettiva capace di creare comunità e restituire nuova vita agli spazi pubblici durante l’estate. Il primo appuntamento è in programma alle ore 21.00 presso la Scuola Perriello di Borgo di Cesano, con la proiezione di La vita va così di Riccardo Milani, uno dei maggiori successi del cinema italiano dell’ultima stagione. Ed ancora. Ai Musei Capitolini – Villa Caffarelli si è aperta la mostra “Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo”: un’intensa retrospettiva dedicata al celebre pittore e muralista messicano, la cui opera rappresenta una cerniera tra tradizione e futuro, capace di dare vita a un linguaggio visivo autonomo e distintivo dell’arte moderna messicana. Accanto alle opere di Diego Rivera, l’esposizione presenta capolavori di artisti straordinari come Frida Kahlo, José María Velasco, José Clemente Orozco, David Alfaro Siqueiros, María Izquierdo, Tamayo, Lozano, Montenegro, Ruiz, Dr. Atl, Saturnino Herrán e molti altri. Ad arricchire il percorso alcuni video e scatti suggestivi, tra cui le fotografie di Rivera, immortalato da Tina Modotti. Un gruppo di artisti che ha saputo intrecciare tradizione, avanguardia e pluralità di linguaggi estetici. Il percorso espositivo permette così di ripercorrere le genealogie della modernità messicana, collocando la figura di Rivera al centro di una trama visiva e concettuale in cui la formazione accademica dialoga con la sperimentazione e con una profonda attenzione al presente sociale. Novità, per i percorsi espositivi, la mostra fotografica la mostra fotografica Morire di classe.

La condizione manicomiale fotografata da Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin, promossa da Archivio Basaglia e Il Saggiatore ospitata al Polo Museale – Sapienza Cultura, fino all’8 luglio. L’esposizione propone una selezione degli scatti realizzati dai due fotografi per il volume Morire di classe, curato da Franco Basaglia e Franca Ongaro Basaglia e pubblicato nel 1969 da Il Saggiatore. Le immagini restituiscono la cruda realtà dei manicomi della fine degli anni ’60: luoghi di contenzione per malati mentali, poveri, emarginati, reietti e donne il cui comportamento veniva giudicato deviante rispetto alle norme sociali. Morire di classe si colloca nel più ampio impegno di Franco Basaglia e di Franca Ongaro Basaglia per la riforma psichiatrica, con la denuncia degli ospedali psichiatrici come luoghi di segregazione e di coercizione, e il libro fotografico contribuì a sensibilizzare l’opinione pubblica e ad alimentare il dibattito politico e culturale che portò nel 1978 all’approvazione della Legge 180 e alla progressiva chiusura dei manicomi con l’avvio di un nuovo modello di assistenza psichiatrica fondato sulla tutela della dignità e della libertà della persona.

Infine domani il Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese celebra il suo ventesimo anniversario accogliendo il pubblico con una giornata di festa e un’apertura straordinaria e gratuita fino alle 21.00. Il programma si apre la mattina, alle 11:00, con la visita guidata alla mostra Lanterne magiche. Fotografie dalla collezione di Valerio De Paolis in compagnia della curatrice Alessandra Mauro, per poi proseguire nel pomeriggio, alle 16:30, con uno speciale percorso dedicato alla storia del Casino dell’Aranciera, così denominato perché, in seguito ai cannoneggiamenti del 1849, fu ricostruito e adibito a ricovero invernale per gli agrumi. Inoltre, per l’occasione, sugli schermi del Museo verrà proiettato un video in 3D, curato da Roma Sotterranea, alla scoperta degli antichi ambienti situati al piano interrato. La serata nella Sala de Chirico sarà invece scandita da due momenti musicali: a partire dalle 18.30, il progetto Singing landscapes per basso e chitarra a cura di Fabrizio Corso e Furio Valitutti, seguito da una selezione di celebri colonne sonore del cinema proposte in un arrangiamento per pianoforte e flauto da Sergio Colicchio e Alessio Mancini. Per tutto l’orario di apertura sarà inoltre possibile visitare gratuitamente la mostra in corso, Lanterne magiche. Fotografie dalla collezione di Valerio De Paolis, a cura di Alessandra Mauro, Roberto Koch con Suleima Autore (visitabile fino al 6 settembre). Organizzata da Cinema con la collaborazione di Contrasto, l’esposizione presenta per la prima volta al pubblico una selezione di oltre cento scatti firmati da protagonisti della scena internazionale, tra cui Nobuyoshi Araki, Letizia Battaglia, Gianni Berengo Gardin, Henri Cartier-Bresson, Elisabetta Catalano, Tracy Emin, Luigi Ghirri, Ren Hang, Candida Höfer, Dennis Hopper e Mimmo Jodice.

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