Nel 64 d.c. iniziava, nella notte, il grande incendio di Roma. Le fiamme partite dalla periferie e dalle zone povere dei suburbi ha fatto presto piazza pulita di tutto quel degrado che inquinava l’immagine della Capitale. Lì le baracche di povero legno si alternavano alle sterpaglie e ai rifiuti accumulati. Le fiamme hanno trovato, così facili e innumerevoli inneschi. L’estate era torrida, come mai si era vista. Niente pioggia a fermare il fuoco. Ma di quartiere in quartiere, da zona verde a zona verde, il rogo aumenta di intensità e la sua forza diventa inarrestabile. In 9 giorni il 90% di Roma era distrutto. Tutto il brutto e tutto il bello ridotto alla medesima polvere grigia. Impossibile puntare il dito su eventuali responsabili. Certo: all’incuria, al disordine e al sudiciume poteva essere attribuita gran parte della colpa. Dopo la grande paura, il sole costantemente nascosto dall’infernale fumo, dopo la morte e la distruzione, i vertici della Città hanno iniziato a valutare la ricostruzione di Roma con concetti più funzionali e moderni. E per quanto lunga e, a volte dolorosa, la riedificazione è stata radicale e finalmente all’altezza di una vera Capitale………
Da Nerone a oggi Roma brucia ancora
Il 18 luglio del 64 scoppiò il grande incendio di Roma al tempo dell'imperatore romano Nerone