Doisneau: l’arte che ruba dalla strada veri capolavori

Se il cuore vuole sorridere non si può mancare la mostra di Robert Doisneau all'Ara Pacis. Frammenti di vita quotidiana che diventano poesia e storia in uno scatto

Le Théâtre de la rue: il teatro della strada è forse il concetto migliore per raccontare alcuni anni e tantissime opere di Robert Doisneau.

Quel parlare in bianco e nero della realtà popolare che maggiormente lo contraddistingue.

In mostra all’Ara Pacis sono esposte oltre 130 stampe ai sali d’argento in bianco e nero, (provenienti dalla collezione dell’Atelier Robert Doisneau a Montrouge) in continuo dialogare con la quotidianità che si fissa nell’immagine.

Nessuna scuola e nessun mondo possono suggerire più spunti di quanti ne suggerisca l’attimo di vita che ci circonda.

All’Ara Pacis l’esposizione, a cura di Gabriel Bauret,  promossa e prodotta da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali è un incontro totalizzante della maestria del grande fotografo nato nel 1912 nel sobborgo parigino di Gentilly.

Tanta gavetta ma anche e soprattutto una rara capacità di vedere e realizzare il mondo in uno scatto.

E difatti nella mostra articolata in 11 sezioni ci caliamo in una Parigi completa fatta di vite e di singoli momenti.

Insieme a Henri Cartier-Bresson, Doisneau è considerato uno dei padri fondatori della fotografia umanista francese e del fotogiornalismo di strada.

La scelta della stampa in bianco/nero invece di appiattire l’immagine la fa risaltare in tutta la sua completezza e poesia. Nessun colore a distrarci ma solo il momento magico del ritratto.

Dalla dolcezza dei bambini al lavoro routinario, dalle scenografie di mondi altolocati alle periferie umide di pioggia, dagli amici artisti alla povera portineria di un palazzo.

Possiamo immaginare Doisneau come un girovago che si sposta per Parigi dove mille suggestioni valgono uno scatto per diventare storia e capolavori.

Perchè, in effetti nulla è più reale del vero che si svolge silenzioso inconscio dello sguardo del fotografo.

Grazie a questa mostra scivoliamo in una città fatta di vite umane e di realtà consuete.

Un viaggio nell’arte che ci tocca il cuore e ci proietta in una storia  ancora intatta.

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