È una mostra bella ed emozionante quella allestita al MAXXI di Roma per celebrare Franco Battiato. Imperdibile per chi lo considera uno dei geni musicali italiani del Novecento, ma anche per chi si voglia avvicinare ad una figura straordinaria, enigmatica e inclassificabile.
Fino al 26 aprile va in scena “Un’altra vita”, l’esposizione curata da Giorgio Calcara insieme a Grazia Cristina Battiato, nipote di Franco, e realizzata in collaborazione con la Fondazione Franco Battiato ETS e il Ministero della Cultura.
La mostra parte dagli esordi irregolari tra Sicilia e Milano, quando Battiato cercava ancora la propria dimensione artistica per giungere poi alla fase più radicale delle sperimentazioni elettroniche. Poi arriva l’esplosione pop degli anni Ottanta, quella che lo porta in cima alle classifiche fino ad arrivare alla svolta intimistica e spirituale, quella dell’incontro con il filosofo Manlio Sgalambro.
Tra le chicche della mostra, la sua discografia completa in 33 e 45 giri, i quadri (di cui uno di Bin Laden, sic) ma anche i sintetizzatori e gli strumenti elettronici che lo hanno accompagnato nella sua carriera cinquantennale. Notevole, al centro della sala che ha ospitato l’esposizione, la presenza di una saletta buia dove vengono proiettati i video musicali di Franco Battiato: oltre dieci casse che rendono l’esperienza sonora preziosa e indimenticabile
“Sulle strade la terza linea del metrò che avanza. E macchine parcheggiate in tripla fila” è uno dei passaggi del brano “Un’altra vita”, che ha dato il nome alla mostra. La canzone è del 1985 e sembra preconizzare lo scenario della mobilità nella città che ha voluto ospitare l’esposizione, con la Metro C in espansione e l’immancabile doppia o tripla fila a circondare – come mura di cinta – le strade della Capitale. Profetico, come sempre.
Le foto della mostra di Radiocolonna:




















