C’era una volta, in via Nazionale, uno dei teatri privati più importanti di Roma. Poi, nel 2020, il silenzio: la pandemia prima, una pesante esposizione debitoria poi, avevano condannato il Teatro Eliseo a una chiusura che sembrava non avere fine. Nel 2023 anche il tentativo della Regione Lazio di acquisirlo a patrimonio pubblico si era arenato tra le polemiche. Oggi, dopo sei anni, l’Eliseo riapre le sue porte, con un cartellone che conta circa trenta titoli e restituisce alla città uno spazio con oltre cento anni di storia.
A rendere possibile questa rinascita è stato Alessandro Longobardi, direttore artistico di Viola Produzioni, che nei mesi scorsi ha preso in affitto la struttura, organizzando in tempi record il cartellone della stagione 2026-2027. “Fare una stagione in 60 giorni non è stato facile ma credo sia una bella stagione”, ha commentato lo stesso Longobardi, orgoglioso del risultato raggiunto in condizioni tutt’altro che semplici.
La programmazione si articola su due sale. Nella sala piccola, da 250 posti, si parte il 2 ottobre con “Turbati come siamo, pallidi di preoccupazioni”, scritto e diretto da Lucia Calamaro. Nella sala grande, da 700 posti, l’apertura è fissata invece per il 28 ottobre con “Dylan Dog horror show”, tratto dal fumetto di Tiziano Sclavi e Nicola Russo, con la regia di Valter Maltosti.
Tra gli appuntamenti più attesi della sala grande figurano “Orlando” di Giuseppe Dipasquale, liberamente ispirato al celebre romanzo di Virginia Woolf (12-17 gennaio); “Perfetta” di Mattia Torre, con Geppi Cucciari (22-24 gennaio); “Lisistrata” di Aristofane, per la regia di Serena Sinigaglia e con Lella Costa (17-28 febbraio); “Cuore”, tratto dal romanzo di Edmondo De Amicis, con la regia di Andrea Baracco (16-25 marzo); e “Storia di un amore” di Lina Sastri (22-25 aprile). Non meno ricco il programma della sala Piccolo, che ospiterà tra gli altri “Delitto e castigo” da Dostoevskij (17-29 novembre), “Dracula, a comedy of terrors” (26 dicembre-10 gennaio), la serata speciale “Napoli non esiste” con Lello Arena (8 febbraio), “Guarda le luci amore mio”, tratto dal libro della premio Nobel Annie Ernaux con la regia di Michela Cescon (9-14 marzo), “Lu santo jullare Francesco” di Dario Fo e Franca Rame (23-26 marzo), “Un marziano a Roma” di Ennio Flaiano (7-11 aprile) e “Lezioni d’amore” con Milena Vukotic (14-25 aprile).
La stagione è stata presentata questa mattina in Campidoglio, alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri, che non ha nascosto l’emozione per il ritorno di uno spazio tanto significativo per la storia culturale della città: “Sul suo palcoscenico sono passati i più grandi protagonisti dello spettacolo italiano, da Eduardo De Filippo a Luchino Visconti e Anna Magnani”. Il primo cittadino ha parlato di “una stagione nuova e impegnativa” per la città, smentendo con i fatti quella che ha definito una “litania secondo la quale a Roma chiude tutto”.
Sulla stessa linea l’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio, che ha sottolineato come questo sia in realtà “una stagione di aperture”: solo nel mese di settembre riaprono infatti sia l’Eliseo sia il Teatro Valle, mentre proseguono altri importanti cantieri culturali, dall’Elsa Morante al Laurentino 38, per cui è già aperto il bando per la direzione artistica, fino ai lavori avviati al Teatro Rialto. Smeriglio ha inoltre ricordato la recente presentazione della stagione del Teatro della Cometa, a testimonianza di un fermento che, secondo l’amministrazione capitolina, sta restituendo vitalità al panorama teatrale della città.