“Libri Liberi”, la cultura entra in carcere: riparte da Roma la rassegna

Riparte da Roma la rassegna che porta la letteratura all’interno delle carceri

La cultura come strumento di libertà, la lettura come occasione di riscatto. Riparte da Roma la nuova edizione di “Libri Liberi”, la rassegna che porta la letteratura all’interno delle carceri italiane, trasformando ogni incontro in un momento di confronto e crescita personale.

Il primo appuntamento è in programma il 9 aprile all’Istituto Penale per i Minorenni di Casal del Marmo, dove sarà proiettato il film Zvanì – Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli, diretto da Giuseppe Piccioni. A seguire, un incontro con l’attrice Benedetta Porcaroli, protagonista della pellicola, che dialogherà con la giornalista Laura Pertici.

Un viaggio tra letteratura e cinema

La rassegna, promossa dalla Fondazione De Sanctis, si svilupperà in sette tappe distribuite nel corso dell’anno, toccando diverse città italiane tra cui Roma, Firenze, Napoli, Milano e l’isola di Gorgona.

L’obiettivo è portare i grandi classici e le opere contemporanee all’interno degli istituti penitenziari, creando occasioni di dialogo diretto tra detenuti e protagonisti del mondo culturale.

Tra i titoli scelti figurano opere come Cime tempestose, Il ventre di Napoli, Il saltatempo e Amatissima, accanto a testi di non fiction e cinema contemporaneo.

I protagonisti della rassegna

A rendere ancora più significativo il progetto è la partecipazione di numerosi volti noti del cinema, della televisione e del giornalismo. Tra questi: Claudio Santamaria, Claudio Bisio, Claudia Gerini, Alessandro Preziosi e Chiara Francini, insieme a scrittori e giornalisti.

Un parterre che testimonia la volontà di creare un ponte tra linguaggi diversi – letteratura, cinema e informazione – per offrire ai partecipanti strumenti di riflessione e crescita.

Cultura come riscatto

“Crediamo profondamente nelle potenzialità di questo progetto, che mette in dialogo il mondo della scrittura e quello del cinema per una missione sociale concreta”, ha dichiarato Francesco De Sanctis. “L’esperienza maturata negli anni passati ci ha confermato il valore di questo percorso, che continueremo ad ampliare coinvolgendo nuovi istituti e nuovi ospiti”.

Gli incontri non si limitano alla semplice visione o lettura, ma diventano spazi di partecipazione attiva: letture ad alta voce, dialoghi e momenti di confronto trasformano il pubblico in protagonista.

Un progetto tra cultura e inclusione

Realizzata con il patrocinio del Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità – e con il supporto di partner istituzionali e privati, la rassegna si inserisce in un percorso più ampio che riconosce nella cultura un elemento fondamentale di inclusione sociale.

“Libri Liberi” si conferma così come un progetto capace di andare oltre la dimensione culturale, offrendo ai detenuti un’occasione concreta per riflettere, confrontarsi e immaginare nuove possibilità per il futuro.

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