18 Giugno 2021
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Morto Philip Roth, addio a un gigante della letteratura

Lo scrittore americano di Il lamento di Portnoy, Pastorale Americana privato del Nobel. Aveva 85 anni

Morto Philip Roth, il grandissimo autore americano

È morto Philip Roth, uno dei giganti della letteratura mondiale, il cantore dell’America contemporanea, uno dei nomi più importanti della letteratura del 20esimo secolo e privato del Nobel. Lo scrittore americano si è spento martedì in un ospedale di Manhattan, aveva 85 anni. 

A causare la morte, un’insufficienza cardiaca congestizia e a dare la notizia è stata l’amica e collega Judith Thurman, come riporta il New York Times. 

Nel corso della sua lunghissima carriera, a Roth è stato negato per anni il Nobel alla Letteratura, figurava sempre fra i finalisti, ma gli è stato sempre negato. Nel corso della sua lunga carriera, Roth ha celebrato e approfondito i significati più profondi dell’identità americana. La sua esplorazione aveva anche coinvolto l’esplorazione della sessualità maschile partendo proprio da uno dei personaggi più amati Alexander Portnoy. 

Autore di capolavori come Pastorale Americana, che gli diede il Pulitzer nel 1997, Il lamento di Portnoy, Indignazione, con i suoi libri ha elevato la letteratura americana dell’ultimo secolo rendendolo uno dei più grandi scrittori maschili dell’ultimo secolo. 

Nato a Newark, nel New Jersey, nel 1930 – la città che divenne l’ambientazione per tutti i suoi romanzi – era figlio di una famiglia di ebrei e nei suoi libri ha decantato la società ebreo-americana. È tornato spesso sulle tematiche legate all’identità ebrea, all’antisemitismo e alla vita degli ebrei in America. 

Ha spesso parlato, specialmente nei suoi ultimi libri, del quartiere Weequahic, dove era cresciuto e che per lui rappresentava una visione diversa di Paradiso: dove la middle class testimoniava il suo orgoglio, le proprie aspirazioni e la frugalità. 

Il suo primo libro fu Goodbye Columbus, edito nel 1959, dieci anni dopo arrivò il suo libro più controverso Il lamento di Portnoy, il cui protagonista Alexander racconta i tic, le ambizioni, le sue morbosità sessuali, le manie e le idiosincrasie al suo psicanalista. Roth consegnerà la sua figura alla storia della letteratura. 

Roth amava scrivere di tematiche a lui vicine e di se stesso e per farlo ha usato un alter ego che ha sconfinato fra vita vera e fiction. Nove dei suoi libri sono stati narrati da Nathan Zuckerman (protagonista in Lo scrittore fantasma, Zuckerman scatenato, La lezione di anatomia, L’orgia di Praga, La controvita, Il fantasma esce di scena, e narra Pastorale americana, Ho sposato un comunista e La macchia umana), un romanziere la cui carriera va in parallelo con quella di Philip Roth. Tre sono narrati da un altro personaggio David Kepesh, un accademico che condivide con l’autore molte delle sue preoccupazioni specialmente quelle legate alle donne (Il seno, Il professore di desiderio e Il complotto contro l’America).

Fra le altre tematiche dello scrittore il sesso, la lussuria maschile che nei suoi libri portano sia a una forza vitale sia alla rabbia e al disordine. Disperatamente ricercata da Alexander Portnoy, o da Mickey Sabbath, uno dei suoi straordinari ultimi personaggi. Decantò l’America nella sua trilogia americana composta da Pastorale Americana, Ho spostato un comunista e La macchia umana, in cui diede meno spazio al sesso per parlare di esperienze traumatiche della storia americana.

Nel 2007, poi, uccise il suo alter ergo Michael Zuckerman e continuò a scrivere capolavori su capolavori come Indignazione, un testo del 2008 in cui un ragazzo – molto simile a Roth – viene espulso ingiustamente dall’università e viene mandato a combattere nella guerra di Corea. In L’umiliazione su un attore alla fine della sua carriera e l’ultimo suo libro Nemesi in cui parlò dell’epidemia di poliomielite negli anni 50 in USA. Gli ultimi suoi testi sono sempre più cupi.

In una sua ultima intervista, Roth commentò il suo ritiro dalle scene, avvenuto nel 2012: “All’epoca non ero più in possesso della vitalità mentale e della forma fisica di cui c’è bisogno per montare e sostenere un attacco creativo lungo di qualsiasi durata”. 

La sua vita è continuata, collezionando premi importanti, in attesa del Nobel. 

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