Morto Vittorio Taviani, addio a uno dei maestri del cinema italiano

In coppia con il fratello, Paolo, ha firmato molti capolavori amati da pubblico e critica. Aveva 88 anni ed era malato da tempo

Addio a Vittorio Taviani, il maggiore dei fratelli che hanno regalato molti capolavori al nostro cinema

Dopo un giorno dall’addio a Miloš Forman, è morto Vittorio Taviani, uno dei maestri del cinema italiano, insieme al fratello minore, Paolo, hanno firmato molti dei capolavori della filmografia italiana. Era malato da tempo, si è spento a 88 anni, l’ultimo film presentato dalla coppia era stato Una questione privata al Roma Film Festival. A renderlo noto è stata la figlia del regista, Giovanna.

Nato a San Miniato, Pisa, il 20 settembre 1929, la passione per il cinema inizia già nella città toscana, dove insieme a Paolo organizzano un cineclub. Figlio di un antifascista, negli anni 50 Vittorio e la famiglia si trasferiscono a Roma. Nel 1960, Vittorio, insieme al fratello di due anni più piccolo, Paolo, realizzano alcuni film insieme a Joris Ivens. Il primo lungometraggio diretto solo con Paolo arriva nel 1967 e si tratta di I sovversivi, anticipando quello che sarebbe successo nel maggio del 1968. L’anno dopo, nel 1969, dirigono Gian Maria Volonté in Sotto il segno dello scorpione.

Vittorio e Paolo Taviani resteranno legati alla tematica della rivoluzione con i primi titoli degli anni 70 (Il divino e umano tratto da Lev Tolstoj e Allonsanfàn), e nel 1977 arriva la Palma d’Oro con Padre padrone ispirato al romanzo di Gavino Ledda. Passano al realismo con Il prato, e ne La notte di San Lorenzo si concentrano sul realismo magico. 

Nel 1984, adattano alcune novelle di Luigi Pirandello in Kaos, un altro adattamento letterale in Le affinità elettive e in Tu ridi sempre ispirato all’autore siciliano e uscito in sala nel 1998. Nel 2001 un altro adattamento da Tolstoj in Resurrezione, gli adattamenti continuano anche con La masseria delle allodole (presentato a Berlino nel 2007) e girano anche un film per la TV Luisa Sanfelice.

Nei film di Vittorio e Paolo Taviani i protagonisti sono sempre gli italiani, o meglio l’Italia raccontata sotto tutte le diverse facciate, attraverso la sua storia, la sua ribellione e le sue contraddizioni. Nel 2012 i Taviani raccontano il mondo delle carceri, ambientando il Giulio Cesare di William Shakespeare a Rebibbia in Cesare deve morire, film che gli fece vincere l’Orso d’oro al Festival di Berlino e il David di Donatello per la regia. L’ultimo loro film, Una questione privata, non convinse la critica ed è ispirato all’omonimo romanzo di Beppe Fenoglio. 

In coppia i Taviani hanno vinto sei David di Donatello, un Leone d’Oro alla Carriera a Venezia, una Palma d’Oro e un premio speciale a Cannes, un Orso d’oro per Cesare deve morire. Per volontà della famiglia non ci saranno né camera ardente né cerimonia religiosa. 

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