Un omaggio che attraversa musica, letteratura e storia del Novecento. Il Teatro dell’Opera di Roma celebra i 100 anni dalla nascita di Hans Werner Henze con due titoli che raccontano, da prospettive diverse, il rapporto tra arte e impegno civile. Dal 15 al 21 maggio, al Teatro Nazionale, vanno in scena “La piccola cubana” ed “El Cimarrón”, due opere profondamente legate a Cuba e ai testi dello scrittore Miguel Barnet.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso con cui il teatro romano ha più volte valorizzato il lavoro del compositore tedesco, tra i più influenti del secondo Novecento, noto per aver intrecciato sperimentazione musicale e riflessione politica.
Il cuore del programma è il dialogo tra le due opere, entrambe proposte in tedesco con sovratitoli in italiano e inglese e in un nuovo allestimento firmato da Michael Kerstan, presidente della Fondazione Henze e storico collaboratore del compositore.
“La piccola cubana” è tratta da Canción de Rachel di Miguel Barnet e racconta la storia di Rachel, figura reale della cultura popolare cubana. L’opera si sviluppa come un vaudeville in cinque scene e mette al centro la biografia di una donna e il suo rapporto con la scena artistica e sociale dell’epoca. Il lavoro si inserisce nella tradizione delle opere di Henze dedicate al mondo latinoamericano e ai temi dell’identità.
“El Cimarrón”, invece, è un recital basato sulla vita di Esteban Montejo, ex schiavo fuggitivo e testimone diretto della storia cubana tra schiavitù, guerre d’indipendenza e nascita della Repubblica. Il testo, tratto ancora una volta da Barnet, si sviluppa come una narrazione musicale in cui voce e strumenti costruiscono un racconto essenziale e diretto, tra memoria storica e dimensione politica.
Con queste due opere il Teatro dell’Opera di Roma riafferma il legame con il repertorio di Henze, autore che ha segnato profondamente il teatro musicale contemporaneo. Negli anni, il Lirico capitolino ha già messo in scena lavori come Boulevard Solitude, Il giovane lord, Pollicino e The Bassarids, confermando una particolare attenzione alla sua produzione.
Il filo conduttore delle opere in programma è la riflessione sulla libertà, sul ruolo dell’artista e sulla responsabilità sociale dell’arte. Temi che attraversano tutta la poetica di Henze e che trovano espressione anche nella fusione tra linguaggi musicali europei e sonorità caraibiche e africane.
Alla direzione musicale c’è Roland Böer, mentre sul palco si alternano interpreti e musicisti internazionali, tra cui il baritono Robert Koller, il gruppo El Cimarrón-Ensemble e le attrici Jeannine Hirzel e Johanne Dähler. Un allestimento che punta a valorizzare la dimensione teatrale e musicale insieme, in una chiave fortemente contemporanea.
La programmazione del Teatro Nazionale proseguirà anche nelle settimane successive con altri appuntamenti dedicati alla scena contemporanea e al repertorio italiano. Il 29 maggio è previsto Verdi legge Verdi, mentre in autunno andrà in scena La vita nuda di Matteo d’Amico, ispirato a Pirandello.
Con il ciclo dedicato a Henze, il Teatro dell’Opera di Roma ribadisce così il proprio ruolo nella valorizzazione del teatro musicale del Novecento, proponendo un percorso che intreccia memoria, ricerca e attualità artistica.