Roma: musica, arte e piatti della tradizione, nuovo fine settimana di eventi nella Capitale

Sul podio dell'Orchestra dell'Opera di Roma torna Jader Bignamini mentre alla bacchetta di Alessandro Palumbo è affidata la replica del 21 gennaio.

Archiviato il Natale, Roma continua ad offrire a turisti e romani un ricco calendario di eventi culturali che spaziano dalla musica al teatro, dalla danza agli eventi gastronomici. Si parte questa sera con il debutto come direttore dell’Orchestra e del Coro di Santa Cecilia di Rinaldo Alessandrini, autorevole interprete del repertorio barocco nonché più volte ospite dell’Accademia, ma sempre alla guida del gruppo Concerto Italiano, di cui è fondatore e direttore. Per l’occasione, è previsto un concerto che ruoterà attorno alle musiche di Vivaldi e Bach – un repertorio caro ad Alessandrini, che spesso si è cimentato, sia nel ruolo di direttore sia di esecutore, in musiche del XVII e XVIII secolo. Accanto al direttore, nella Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, saliranno sul palco anche i soprani Silvia Frigato e Marianne Beate Kielland, il contralto Sara Mingardo, il tenore Jorge Navarro Colorado e il basso Lisandro Abadie. Il maestro del coro è Andrea Secchi, mentre le repliche saranno venerdì 16 gennaio ore 20 e sabato 17 gennaio ore 18. Al Teatro dell’Opera, invece, è un’esperienza immersiva quella pensata per La bohème di Giacomo Puccini dal regista Davide Livermore, autore anche di scene, costumi e luci. Un gioco straordinario di tecnologia reso possibile grazie al videomapping di D-Wok di cui, da oltre dieci anni, il regista torinese si avvale per modificare profondamente l’estetica dell’opera, usando strumenti tecnologici e superfici come elementi sensibili per raccontare. L’allestimento, dopo le rappresentazioni all’aperto, alle Terme di Caracalla (2014 e 2015) e al Circo Massimo (2021), dove la digital art è stata protagonista, torna all’Opera di Roma ripensato per lo spazio intimo del Teatro Costanzi.

Sul podio dell’Orchestra dell’Opera di Roma torna Jader Bignamini mentre alla bacchetta di Alessandro Palumbo è affidata la replica del 21 gennaio. Ancora musica ma alle porte di Roma. Domenica 18 gennaio alle ore 18:00, il Museo del Saxofono di Fiumicino apre le sue porte a un’esperienza musicale immersiva e multisensoriale con il concerto Polifonicromie, dedicato alla musica contemporanea e alla sperimentazione tra suono, immagine ed elettronica. L’ingresso è gratuito, previo l’acquisto del biglietto del Museo. In una cornice che unisce perfettamente innovazione e memoria storica, il concerto propone un attraversamento sonoro e visivo in cui strumenti acustici, elettronica dal vivo e video in tempo reale danno vita a un unico paesaggio percettivo. Il titolo Polifonicromie nasce dalla fusione tra polifonia e policromia: la prima intesa non solo come sovrapposizione di linee sonore, ma come coesistenza di piani espressivi – gesto, suono, immagine; la seconda come richiamo al colore del suono e alla sua capacità di trasformarsi nello spazio, quasi fosse luce in movimento. Il programma musicale include opere di Virgilio Volante, Massimo Massimi, Giovanni Costantini, Antonino Caracò, David Mecionis e Riccardo Santoboni, compositori che hanno fatto della ricerca timbrica e percettiva il centro della loro poetica. L’opera più lirica di Checov, Il gabbiano, approda invece sul palcoscenico del Teatro Argentina fino al 18 gennaio, con la regia di Filippo Dini, per un affresco decadente di un’umanità sull’orlo del baratro, dove l’amore si trasforma in illusione e i sogni evaporano. In scena Giuliana De Sio e lo stesso Filippo Dini guidano un cast composto da Virginia Campolucci, Enrica Cortese, Gennaro Di Biase, Giovanni Drago, Angelica Leo, Valerio Mazzucato, Fulvio Pepe, Edoardo Sorgente, alle prese con personaggi di età diverse e legate da vincoli di parentela e non, che si riuniscono casualmente in una casa di campagna affacciata su un lago, dove per tre atti si confrontano nel tentativo di sfuggire al grigiore del proprio destino.

Altra novità di questo fine settimana è il progetto espositivo “Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva”, aperto al pubblico oggi e fino al 12 aprile 2026 ospitato nelle sale della Pinacoteca dei Musei Capitolini. Si tratta di un approfondimento inedito sul processo creativo di alcuni dipinti incompiuti conservati presso la Pinacoteca Capitolina accompagnando il visitatore alla scoperta delle fasi di ideazione e realizzazione delle opere, mettendo in luce ripensamenti, modifiche e soluzioni tecniche adottate dagli artisti e invisibili all’occhio umano. Sottoposte ad analisi scientifiche attraverso strumenti di imaging, riflettografia e spettroscopia, le opere rivelano i segreti della tecnica con cui sono state realizzate. È il caso del dipinto Cristo e l’adultera (1525-1528) di Jacopo Palma il Vecchio, con le varianti lasciate a vista per il gesto della mano di Cristo o della tela di Guido Reni raffigurante l’Anima beata (1640-1642), che l’autore ha modificato in corso d’opera variando la posizione delle gambe e delle ali o delle varie fasi di realizzazione nei dipinti del Garofalo.

Prende il via domenica la stagione 2026 di Dialoghi Sinfonici, il fortunato format dell’Europa Incanto Orchestra del Maestro Germano Neri. Nel primo concerto del nuovo anno l’Orchestra diretta dal maestro Germano Neri accoglierà l’affezionato pubblico che ogni domenica accorre a gremire lo splendido auditorium del centro congressi dell’Eur accompagnandolo nelle opere di Rimsky-Korsakov e di Bizet. Tra le poltrone rosse dell’Auditorium progettato da Doriana e Massimiliano Fuksas risuoneranno le note di un viaggio affascinante tra le suggestioni della musica sinfonica. Tema della prima tappa di questo nuovo viaggio sarà il Ritmo: danze e passioni da Rimsky-Korsakov a Bizet. Il programma prevederà: N. Rimsky-Korsakov, Capriccio spagnolo Op.34, G. Bizet, estratti da L’Arlesienne. Il Capriccio spagnolo di Rimskij-Korsakov esplode in ritmi vivaci e melodie esotiche, evocando danze iberiche con un’orchestrazione scintillante. L’Arlésienne di Bizet, invece, dipinge la Provenza con toni drammatici e melodie struggenti, intrecciando eleganza e tensione. Entrambe celebrano il folklore, ma se Korsakov brilla per virtuosismo, Bizet colpisce al cuore con emozione. Due capolavori che, danzando tra differenze e affinità, uniscono l’anima di Spagna e Francia. Si chiude con gusto con un intero fine settimana dedicato ad uno dei piatti tipici della tradizione romana. Per tutti gli appassionati, torna la settima edizione di Cacio e Pepe Festival. Le migliori realtà, storiche e moderne, della ristorazione capitolina saranno ad Eataly con un programma di nuove proposte, ricette sorprendenti e una serie di appuntamenti speciali: showcooking e momenti di intrattenimento pensati per tutta la famiglia. Protagonista sarà la creatività degli chef che proporranno tra il classico tonnarello, la pasta ripiena, i fritti e molto altro. Il tutto accompagnato da birre artigianali e vini selezionati.

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