A Roma si registra un progressivo impoverimento degli spazi culturali: oltre ai cinema e alle librerie, chiudono numerosi teatri storici e sale off. La lista delle serrate – dal Valle all’Eliseo e Piccolo Eliseo, fino a Satiri, Orologio, Cassia, Nuovo Colosseo, Teatro dell’Angelo, Salone Margherita, Quirinetta – segnala un declino ormai normalizzato; il Globe di Gigi Proietti resta fermo dopo i sigilli del 2022.
In controtendenza, ha riaperto il Teatro della Cometa e il Valle tornerà dopo 16 anni con “Sei personaggi in cerca d’autore”. Come riporta il dorso locale de La Repubblica, in totale sono 51 i teatri chiusi su 288, mappati da “Fatti di teatro” di Simone Pacini, che censisce sale storiche e spazi minori quartiere per quartiere.
Intanto crescono format pop come la stand-up nei locali e gli show di volti social e tv, con biglietti nell’ordine di 29–48 euro all’Olimpico (Gianluca Gotto) e 32–40 euro alla Sala Umberto (Turbopaolo). A perdere terreno è la dimensione più intima e curatoriale della scena: talvolta gli stabili “fanno cartello” più che cartellone, con le stesse compagnie in tournée prolungate, mentre ile proposte alternative faticano a trovare spazio.