U2, biglietti polverizzati in pochi minuti

Rimangono soltanto i pacchetti "vip" da 332 e 492 euro a persona. E intanto sui siti di bagarinaggio online prosegue la rivendita a prezzi folli

In vendita dalle 10 di questa mattina, i biglietti degli U2 – di cui ci eravamo già occupati – sono totalmente sold out. Tutto regolare, ci mancherebbe: si tratta del tour celebrativo per il trentesimo compleanno di “The Joshua Tree”, il leggendario album della band irlandese che li ha lanciati nell’empireo del rock.

Ticketone prevede la possibilità anche di “vip pack”, ovvero di biglietti d’ingresso cui vengono concessi ulteriori benefit (dall’accesso al bar al party prima dell’inizio dello show con dj set) ma di certo non li regala: sono rimaste solo due soluzioni, da 332 e 492 euro. Certo, l’evento è talmente atteso che chi può permetterselo è anche disposto a investire una cifra elevatissima pur di vedere Bono e gli altri sul paco dello Stadio Olimpico.

Ma, al solito, rimane l’amaro in bocca appena si inizia a navigare su internet: i siti che vendono biglietti a prezzi gonfiati (non c’è bisogno di fare nomi, sono conosciutissimi) hanno già ripreso la pratica incivile, arrivando a offrire posti da oltre 2.200 euro. Uno stipendio, per di più cospicuo.

La domanda che ci si pone è semplice: poiché questi siti sono alla luce del sole, come mai non intervengono le istituzioni per bloccare una pratica illegale? Come mai nessuno ha mai pensato che le rivendite tradizionali, quelle che offrono biglietti “fisici”, avevano sicuramente una minore comodità ma almeno erano più facilmente controllabili?

Il problema non è più un caso isolato, ma una sistematica violazione delle norme vigenti, nonostante i “fari” accesi dall’Antitrust. A questo punto non rimane che attendere il prossimo evento musicale per vedere ripetersi, come in loop, una scena che non ci piace e non ci è mai piaciuta. La musica ha un enorme merito: di essere democratica. Ma se le si toglie la possibilità di raggiungere chiunque, che democrazia è?

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