Un giorno all’improvviso, il difficile rapporto madre-figlio nel film di D’Emilio

Una perfetta Anna Foglietta brilla accanto all’esordiente Giampiero De Concilio, al cinema dopo il passaggio in Orizzonti

Anna Foglietta e Giampiero De Concilio in una scena di Un giorno all'improvviso, opera prima di Ciro D'Emilio al cinema

Arriva in sala Un giorno all’improvviso, il film d’esordio di Ciro D’Emilio presentato all’ultimo Festival di Venezia nella sezione Orizzonti con una straordinaria Anna Foglietta nella sua interpretazione migliore di sempre. Anna Foglietta divide la scena con il bravissimo esordiente Giampiero De Concilio. Il film è in sala dopo aver trionfato a moltissimi festival all’estero.

Al centro di Un giorno all’improvviso c’è un difficile rapporto madre- figlio: Miriam è la mamma di Antonio, un 17enne che come molti sogna di diventare una star del calcio. Antonio però è diverso dagli altri ragazzi: ha la testa sulle spalle e deve prendersi cura della mamma Miriam, una donna bella ma con moltissimi problemi.

Dopo l’esordio nel corto Piove, Un giorno all’improvviso è stato presentato nella sezione Orizzonti a Venezia dove Anna Foglietta è stata premiata con il FICE per l’attrice italiana dell’anno e il giovane De Concilio era in lizza per vincere il premio Nuovo Imaie come attore rivelazione. 

Un giorno all’improvviso è scritto e diretto dallo stesso Ciro D’Emilio:

“L’ho scritto con Cosimo (Calamini, ndr), non volevamo stereotipi, volevamo avere una narrazione vicina ai protagonisti, con la scelta degli attori avremmo poi potenziato lo scritto. Abbiamo modulato un film che ci ha chiesto maggiore lucidità anche per il tema della relazione madre-figlio. Due mesi prima del film il produttore si è messo a disposizione del film, avevamo un paracadute, e abbiamo avuto una coesione fra regia, scrittura e produzione”.

In Un giorno all’improvviso brilla Anna Foglietta, l’attrice romana è splendida nei panni di Miriam:

“Quando l’ho letta la prima volta, quattro anni fa, avevo un’altra idea, poi l’ho cambiata. Mi ha sorpreso anche grazie ad Andrea Calbucci che ha ridato corpo al film”.

A darle testa, l’esordiente Giampiero De Concilio, intenso Antonio, suo figlio nel film:

“Per me è stato un percorso incredibile, mi sono fatto un’idea di Antonio non si tratta di personaggi, sono persone per farlo ci son voluti due-quattro mesi”.

Nel film di D’Emilio è fortissima l’alchimia fra i due attori, un’alchimia nata sul set, come spiegano i due attori:

“Lo imponeva la sceneggiatura, anche l’aspetto carnale della loro relazione era imposto da questo. Molto è dipeso dal provino, Giampiero si è collimato a me come attrice, ci siamo trovati in maniera alchemica, è stata anche la capacità di Ciro e di Andrea che insieme hanno suonato le corde giuste. Aver trovato il focus di ogni scena, c’è stata una condizione di anime affinché Miriam e Antonio dessero la loro carnalità”.

“La prima volta che ho visto Anna ero paralizzato, anche per la sua anima. Abbiamo imparato a conoscerci, rimanevamo in temperatura, leggevamo la scena e la riscrivevamo con cose che si sono create dal rapporto di pancia che si era instaurato con lei”.

Al centro del film un rapporto madre-figlio in un’area difficile della Campania, Miriam tenta di ridare stabilità alla sua famiglia, mentre Antonio sogna di diventare un calciatore professionista e cambiare così finalmente la sua vita e quella della madre:

“Il film è girato in Campania, fra Salerno e Napoli, a Scafati, il mio paesino e nella periferia Sud di Napoli. È stata un’esperienza di vita, la maggior parte degli attori che ho diretto sono under 35, volevo che il film fosse verosimile e volevamo i ricordi del settore giovanile calcistico, un mondo che è cambiato, ma dove odori e sapori sono presenti. Abbiamo collaborato con la società calcistica San Sebastiano Mazzeo, i ragazzi della squadra hanno recitato nel film, hanno avuto reazioni spontanee, nel pullman e nel campo, c’erano solo tre attori. Abbiamo ricreato le situazioni che ho vissuto giocando a calcio, mi sono emozionato nel riprodurre i miei ricordi, avevo paura che si notassero le comparse volevo che si sentissero vive”.

Il giovane Giampiero De Concilio parla come un attore maturato quando descrive il suo Antonio:

“Non accorgersi di essere bambini è il centro del film, ho avuto difficoltà a dire quella battuta (Non mi sono mai accorto di avere 17 anni, ndr) perché mi faceva male a ripetere ancora oggi non so se l’ho restituita bene. Ci sono momenti e punti che non comprendiamo come umani, ci sono dei punti che non si comprendono ed è un bene che rimanga così”.

Ad Anna Foglietta (ospite de La Tv delle Ragazze) per calarsi nel ruolo hanno aiutato molto i posti in cui è stato girato il film:

“Ho lavorato sul trattenere, trattenere, la rabbia di Miriam non è nei confronti dell’ex, ma ha una una rabbia patologica contro chi non la riconosce, è molto malata, ha difficoltà a relazionarsi come se stessa con i demoni che la abitano. L’ambiente mi ha ispirato, le zone mi hanno fatto male, abbiamo girato a Ponticelli, case popolari che sembrano quelle di Tor Marancia, c’è un’opera di un artista di street art di una ragazza con dei libri che mi ha massacrato (realizzata da Jorit, ndr). L’ambiente è stato mio alleato e nemico, riconosci il nucleo del dramma delle persone e non capisci perché li fanno stare Lì ed ero incazzata come Miriam”.

Un giorno all’improvviso – dopo il passaggio a Venezia – ha ottenuto molto successo in Francia e non solo, è meritato per la sua protagonista Anna Foglietta:

“Sono contenta del successo, il film meritava di stare, ti sorprende che un film bello sia in concorso, sono stata felice per Ciro, Miriam mi ha dato tanto, un bellissimo personaggio con difficoltà profonda, è sincera: è un film personale, non c’è una citazione e ha una firma autoriale”.

Curiosamente Un giorno all’improvviso è stato prodotto da Andrea Calbucci, un dialogue coach emiliano che ha scommesso su un film campano:

“Io e Maurizio (Piazza, l’altro produttore ndr) abbiamo un obbiettivo far emergere il film e mettere a disposizione il film di Ciro, il fatto che sia un acting coach è un caso, hanno lavorato molto su questo aspetto, ci piace lavorare così: è come invitare persone a casa e farle sentire comode”.

In Un giorno all’improvviso i limoni giocano un ruolo importante, ma per il regista sta allo spettatore darlo. Il film sta avendo un buon successo anche in Francia ed esce in Italia a novembre, spiega il perché Cabucci:

“L’uscita a novembre è importante, è una finestra complessa, anche in No.Mad si sono innamorati del film, è un cinema di qualità non autoreferenziale, parla a un publico ampio con complessità. Il film va anche all’estero e ne torna con valore”.

Prodotto da Lungta Film, in collaborazione con Rai Cinema, Un giorno all’improvviso è da oggi in sala distribuito da No.Mad.

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